No ai vincoli Zps della Regione nel territorio di Sassari. E’ quanto emerso dalla riunione organizzata, ieri a La Corte, dal Centro Studi Agricoli con agricoltori e allevatori della Nurra. Nell’incontro si è discusso della proposta regionale sull’istituzione di una nuova Zona di protezione speciale “Monte Forte – Nurra – Lago di Baratz”, negli oltre 8 mila 663 ettari di territorio agricolo coinvolti nei vincoli, tutti nel Comune di Sassari. Presenti, tra gli altri, il presidente della Minucipalità della Nurra, numerosi consiglieri e il segretario provinciale del Psd’Az, Gavino Gaspa.

Nel confronto, presieduto dal presidente e dal vicepresidente del Centro Studi Agricoli, Tore Piana e Stefano Ruggiu, si sono mostrate e illustrate le cartografie dell’area interessata ed esaminate le potenziali conseguenze che potrebbero nascere con l’applicazione dei vincoli della Rete Natura 2000. Focus in particolare sulle limitazioni che potrebbero riguardare le attività agricole e zootecniche, le trasformazioni dei terreni, le infrastrutture aziendali e le future possibilità di investimento. Al centro poi l’analisi degli eventuali indennizzi e di strumenti di compensazione previsti dalla normativa e dalla programmazione agricola per le aziende che si trovano nelle aree sottoposte a vincoli ambientali.

 La posizione di agricoltori e allevatori presenti è stata di forte contrarietà rispetto alla proposta. «In questo momento le aziende agricole e zootecniche stanno già affrontando una situazione estremamente difficile», affermano Tore Piana e Stefano Ruggiu, «e non hanno bisogno di nuovi vincoli che rischiano di rendere ancora più complicata la gestione delle imprese, gli investimenti e lo sviluppo delle attività. Gli agricoltori della Nurra hanno espresso in maniera chiara il loro dissenso rispetto all’estensione dei nuovi vincoli su oltre 8.663 ettari di territorio agricolo». «Non siamo contrari alla tutela ambientale», aggiungono, «ma riteniamo necessario evitare l’imposizione di nuovi vincoli generalizzati proprio in una fase nella quale le aziende agricole devono essere messe nelle condizioni di continuare a produrre, investire e creare reddito. La Zps dovrebbe essere ricondotta alle aree di maggiore interesse naturalistico, come Baratz-Porto Ferro e altri territori già caratterizzati da specifiche peculiarità ambientali, come il Monte di Istatarridda sopra Monte Forte». Il Centro Studi Agricoli ha così chiesto a tutti gli agricoltori, allevatori e proprietari interessati a presentare le proprie osservazioni alla proposta regionale, il cui termine è il 31 ottobre 2026. Il Centro Studi Agricoli, per fornire supporto e aiuto in questo senso, ha istituito uno sportello di assistenza, aperto a tutti.

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