Cadono anche le barriere formali: l’assessorato regionale alla Sanità ha revocato la zona di restrizione per la movimentazione del bestiame che era stata imposta a giugno del 2025 a causa della dermatite nodulare contagiosa. La decisione è contenuta in una determinazione della direttrice del servizio Sanità pubblica veterinaria, Daniela Mulas. 

Dopo i provvedimenti europei e ministeriali è arrivato quindi il vero “liberi tutti” per il settore dell’allevamento dei bovini che, a causa della scoperta di un’ottantina di focolai di limpky skin disease, ha fatto i conti con una campagna di abbattimenti e con una massiccia campagna vaccinale (obbligatoria). Misure che avevano fatto temere il peggio. Invece, visti i risultati, lo hanno sventato. 

Tore Piana

In Sardegna quindi da ieri non ci sono «più né zone di sorveglianza né zone di restrizione» fa sapere il presidente del Centro Studi Agricoli Tore Piana, che rende noto il documento dell’assessorato. Il risultato, spiega, è stato possibile  «grazie all’impegno straordinario e al lavoro difficilissimo svolto dai Servizi Veterinari della Sardegna, ai quali va una nota di merito e un sentito ringraziamento per professionalità, tempestività e dedizione».

«Resta tuttavia il rammarico profondo», aggiunge  Piana, «per i circa 70 allevatori colpiti dai focolai, che hanno subito l’abbattimento totale delle mandrie. A loro va la nostra vicinanza e il nostro impegno: ora è indispensabile sostenerli concretamente, con misure efficaci per la ricostituzione delle mandrie abbattute e il ristoro dei danni subiti».

(Unioneonline/E.Fr.)

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