Trexenta, via agli interventi per rilanciare le aree interne
Partono i cantieri, l’investimento complessivo è di 6,7 milioniPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
La Trexenta passa dalle parole ai fatti. Il Progetto di sviluppo territoriale (Pst) “Trexenta: una storia, tante storie da raccontare” entra nella fase operativa, con l’avvio dei primi cantieri e degli interventi finanziati da un investimento complessivo di oltre 6,7 milioni di euro. Un passaggio cruciale per i nove Comuni coinvolti – Gesico, Guamaggiore, Guasila, Ortacesus, Pimentel, Selegas, Senorbì, Siurgus Donigala e Suelli – che per la prima volta agiscono come un sistema unitario. Dopo un lungo percorso di progettazione condivisa, la strategia punta ora a tradursi in opere concrete. La quota principale delle risorse, oltre 4 milioni di euro, è destinata alla valorizzazione del patrimonio archeologico e ambientale attraverso la creazione di una rete ciclopedonale e di mobilità sostenibile che collegherà i diversi centri, rendendo più fruibile il territorio anche in chiave turistica.
Parallelamente, circa 2,3 milioni di euro finanziano interventi per migliorare la qualità della vita nelle aree interne, con il recupero di strutture pubbliche da destinare a servizi socio-assistenziali, sanitari e sportivi. Un’azione mirata a contrastare lo spopolamento e a ridurre il divario con le zone costiere, rafforzando i diritti di cittadinanza. «È un passo fondamentale per il futuro della Trexenta», ha sottolineato Paola Casula, sindaca di Guasila, evidenziando il lavoro sinergico portato avanti dai Comuni per costruire una visione condivisa e sostenibile. A coordinare l’attuazione è l’Unione dei Comuni della Trexenta, con il supporto tecnico del Gal Sole Grano Terra, impegnato anche nell’animazione territoriale e nella comunicazione del progetto. Con la scadenza fissata all’estate 2026, la sfida ora è rispettare i tempi e mantenere il coordinamento tra i territori. Il Pst si propone così come un modello di sviluppo per le aree interne, capace di trasformare identità rurale e patrimonio archeologico in leve di crescita economica e innovazione sociale. Un percorso già tracciato, che ora entra nella sua fase decisiva.
