Non una semplice guida digitale, ma un nuovo modello di fruizione del patrimonio culturale. È questo il senso del progetto dedicato alle Domus de Janas riconosciute dall’Unesco, promosso e commissionato dal CeSim – Centro Studi Identità e Memoria, che sta portando avanti un articolato programma di valorizzazione e fruizione dei siti, sviluppato dalla società trexentese Antes Servizi di Archeologia Turismo e Marketing. Il progetto si distingue per una scelta precisa: utilizzare l’innovazione tecnologica come strumento di inclusione culturale. La guida virtuale è pensata per essere fruita da visitatori con differenti livelli di competenza, età e provenienza linguistica, offrendo un accesso più equo e partecipato ai contenuti.

All’avvio dell’avatar, denominato “Il Custode delle Domus de Janas”, l’utente si qualifica (addetto ai lavori, insegnante, bambino, semplice curioso, etc.) e, a differenza delle tradizionali audioguide o dei contenuti statici, può dialogare con il sistema, che si adatta alle domande e modula il livello di approfondimento e il linguaggio. Un approccio che consente di superare uno dei limiti più diffusi nella comunicazione del patrimonio: la difficoltà di parlare contemporaneamente a pubblici diversi. Fondamentale, in questo percorso, il ruolo del CeSim, che ha promosso e sostenuto l’iniziativa con l’obiettivo di sperimentare nuove forme di valorizzazione capaci di coniugare rigore scientifico e accessibilità. La realizzazione tecnica è stata curata da ANTES, impresa specializzata nello sviluppo di soluzioni digitali per i beni culturali, che ha tradotto le esigenze scientifiche e divulgative in un sistema interattivo avanzato.

Il risultato è uno strumento che non sostituisce la visita, ma la arricchisce: un’interfaccia capace di attivare curiosità, facilitare la comprensione e rendere più profonda l’esperienza del sito. In un contesto in cui la valorizzazione del patrimonio UNESCO richiede linguaggi sempre più inclusivi e contemporanei, il progetto rappresenta un esempio concreto di come l’intelligenza artificiale possa essere impiegata non come fine, ma come mezzo per ampliare l’accesso alla conoscenza.

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