Una cooperazione internazionale  col Comune di Sinnai capofila per portare avanti il progetto "WAEPA" in Uganda. L’obiettivo? La realizzazione di Azioni per la protezione dell’acqua e dell’Ambiente, finalizzata a migliorare le condizioni di vita delle comunità del Distretto di Adjumani, nel nord del Paese africano. Il progetto si propone con interventi nei settori dell’acqua, dell’ambiente, dell’agricoltura e dell’educazione, con l’obiettivo di promuovere l’accesso all’acqua sicura, la tutela delle risorse naturali e la resilienza ai cambiamenti climatici.

Sarà realizzato con finanziamenti della Regione Sardegna, in partenariato con l’Università di Sassari – Nucleo Ricerca Desertificazione (NRD), il Distretto di Adjumani e l’organizzazione locale Anawim Africa, in un’ottica di collaborazione tra istituzioni, mondo della ricerca e realtà del territorio. La delegazione di Sinnai ha già raggiunto il Paese africano con la sindaca Barbara Pusceddu e con funzionari dello stesso Comune. «Con questo progetto – dichiara Barbara Pusceddu- il nostro Comune conferma il proprio impegno nella cooperazione internazionale e nella promozione di uno sviluppo sostenibile e solidale. La missione in Uganda rappresenta un momento fondamentale per consolidare i rapporti con le istituzioni locali e dare avvio concreto alle attività, in continuità con il lavoro già avviato precedentemente. Crediamo che investire sull’accesso all’acqua, sulla tutela dell’ambiente e sulla formazione delle comunità significhi contribuire in modo concreto a migliorare la qualità della vita delle persone e a costruire relazioni durature tra territori».
«Con questa iniziativa, il Comune di Sinnai rafforza - aggiunge la sindaca - il proprio ruolo nelle politiche di cooperazione internazionale, contribuendo alla diffusione di modelli di sviluppo inclusivi, partecipati e orientati alla sostenibilità».

La delegazione sarda di Sinnai è in missione istituzionale ad Adjumani da alcuni giorni per incontrare le autorità locali, rafforzare il partenariato e avviare operativamente le attività previste, definendo insieme ai partner il cronoprogramma degli interventi. È stata già ricevuta dal Generale e Vice Primo Ministro Moses Ali, già ospite in due precedenti occasioni presso la Giunta della Regione Sardegna.

«L’iniziativa, spiega Simone Farris, funzionario del Comune di Sinnai- nasce per rispondere a criticità rilevanti nel territorio di Adjumani, dove la forte crescita demografica e la presenza di un elevato numero di rifugiati esercitano una pressione significativa sulle risorse idriche e ambientali. In particolare, la qualità dell’acqua risulta spesso compromessa, con conseguenze dirette sulla salute delle popolazioni locali. Il progetto WAEPA prevede un insieme integrato di azioni. Tra queste, il potenziamento del laboratorio locale per l’analisi delle acque, attraverso l’acquisto di nuove attrezzature e la formazione di tecnici specializzati, così da garantire un monitoraggio più efficace e tempestivo della qualità dell’acqua. Accanto a questo, sono previste attività di tutela ambientale, con il rafforzamento del vivaio locale e l’introduzione di strumenti per l’analisi delle patologie delle piante, al fine di contrastare i fenomeni di deforestazione e favorire la gestione sostenibile del territorio».
Un ulteriore ambito di intervento riguarda l’educazione e la sensibilizzazione, con attività rivolte agli studenti sia in Uganda che in Sardegna, per promuovere una maggiore consapevolezza sui temi dell’acqua, dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile. Il progetto finanziato dalla Regione Sardegna è realizzato in partenariato con l’Università di Sassari – Nucleo Ricerca Desertificazione (NRD), il Distretto di Adjumani e l’organizzazione locale Anawim Africa, in un’ottica di collaborazione tra istituzioni, mondo della ricerca e realtà del territorio. Il programma WAEPA si inserisce in un percorso già avviato negli anni precedenti con i progetti E.Wa.S. (2022) ed E.Wa.S. 2 (2023), che hanno consentito di realizzare un primo laboratorio per l’analisi delle acque, avviare attività di formazione tecnica e promuovere iniziative di educazione ambientale. Il nuovo intervento rappresenta una fase di consolidamento e sviluppo di tali risultati, con l’obiettivo di rendere sempre più autonomi ed efficaci i servizi locali.

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