Un personaggio straordinario. Pastore, ciclista campione sardo su pista e su strada, poeta, improvvisatore dialettale, attore, scrittore. Cosimo Lai è morto ieri pomeriggio a 90 anni con la notizia che non ha tardato a diffondersi a Sinnai, il suo paese, destando grande cordoglio. Sicuramente un personaggio. Non è mai andato a scuola, ha imparato a leggere a vent'anni, diventando poi un assiduo lettore dell’Unione Sarda e della Gazzetta dello sport.

Barba bianca, foltissima, sino a qualche mese, fa lo si vedeva tutti i giorni in piazza a parlare dell'attualità ma, se sollecitato, a raccontare anche il suo passato di grande ciclista, spesso senza neppure avere l'appoggio di una squadra o di una equipe dirigenziale.

Insomma, spesso ha vinto da solo, facendo tutto da solo, specie quando ha conquistato i traguardi più grossi.

Ha vestito comunque le maglie della Gialeto, dell'Audax, della Vadilonga, dello Jungfrau e dell'Achille Lauro, allora maglie prestigiose. A novant’anni, è morto portandosi dietro il record sardo sui 20 chilometri nella pista di Carbonia.

Da giovane insomma è stato un campione di ciclismo. Alternava la sua passione per la bici con la sua attività di pastore. Tra gli anni Cinquanta e Sessanta ha vinto tanto, guadagnandosi grandi titoli anche sull'Informatore sportivo de "L'Unione Sarda". Tutto gamba, straordinaria forza fisica, nel 1961 diventò campione sardo di ciclismo su strada stracciando i suoi avversari, dopo un viaggio, fatto il giorno prima, da Sinnai in bici per raggiungere la partenza a Ozieri. Erano i tempi di grandi campioni isolani come Cherchi, Fontana, Marica, Garau, Murgia, Aru, Ulleri, Marini, Desogus, Manca. E di campionissimi professionisti come di Gastone Nencini, Ercole Baldini, Charly Gaul, Aldo Moser tra i professionisti. Le sue gesta sono finite anche in un suo libro in limba, curato da Amos Cardia.

Lai è morto circondato dall’affetto dei suoi cari. Tantissime le persone e non solo di Sinnai che lo stanno salutando sui social con bellissime parole. Un personaggio davvero d'altri tempi, sincero, schietto, amico di tutti. È stato anche improvvisatore del canto dialettale campidanese e realizzato cortometraggi e alcuni spot pubblicitari con la sua barba foltissima e il suo bastone in ginepro che lo ha aiutato nelle infinite passeggiate nella sua Sinnai e non solo. 

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