Quando la bara ha raggiunto il sagrato, sono state le launeddas a rompere il silenzio ovattato della piazza, poi è partito un lungo applauso per rendere omaggio a quella donna speciale morta proprio il giorno della festa del “suo” Sant’Efisio, che tanto ha fatto per la sua comunità.

Erano oltre un migliaio le persone che questo pomeriggio hanno preso parte ai funerali di Elena Siddi, morta il primo maggio mentre raggiungeva la chiesa di Stampace per partecipare alla messa dell’inizio dei festeggiamenti in onore del Martire Guerriero. Dentro la chiesa di Santa Vittoria non ci sono posti neppure in piedi, le tante persone accorse per tributare l’ultimo salute a Elena occupano l’intera piazza.

Le parole di don Stefano Casula, frate del santuario di Is Molas che Elena frequentava spesso, provano a lenire il dolore dei familiari: «Madre Teresa diceva che l’unica cosa che ci è concesso portare con noi dopo la morte è una valigia piena di carità, Elena la sua l’aveva riempita da tempo».

Per l’ultimo saluto ad Elena anche la festa di Sant’Efisio si è fermata: Andrea Loi, presidente dell’Arciconfraternita del Gonfalone era presente con la bandiera, e anche Ottavio Nieddu non ha voluto mancare. Elena amava il costume sardo, da sempre indossato con grande devozione, ecco perché il gruppo folk Sharak l’ha indossato per lei nel giorno dell’ultimo saluto. In cimitero l’ultimo applauso, il ringraziamento della sua comunità per tutto ciò che Elena ha rappresentato nella sua vita.

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