Il simulacro della patrona, che necessitava di un urgente intervento conservativo, è stato recuperato grazie all’impegno del Comitato Santa Barbara e alla mobilitazione dei cittadini.

La necessità di intervenire sulla statua era emersa dopo la tradizionale questua per le vie del paese e l’organizzazione della festa patronale. Le somme raccolte non erano sufficienti a coprire i costi dei lavori e il Comitato si è quindi attivato per reperire le risorse mancanti.

Sono nate così diverse iniziative di solidarietà, dai laboratori per la preparazione dei dolci tradizionali agli eventi benefici, coinvolgendo cittadini di tutte le età.

La risposta dei senorbiesi è stata immediata e generosa: attraverso l’acquisto dei dolci, la partecipazione alle iniziative e le donazioni è stata raggiunta la cifra necessaria a finanziare il restauro.

Il risultato dell’intervento è stato presentato al Museo Archeologico Domu Nosta, nel corso dell’incontro “Santa Barbara prima e dopo il restauro”, che ha richiamato una numerosa partecipazione.

Un’occasione per illustrare le diverse fasi dei lavori e approfondire la storia e le caratteristiche conservative del simulacro. Dopo l’introduzione di Elisabetta Frau, responsabile scientifica del Museo, sono intervenuti il sindaco Alessandro Pireddu, l’assessora alla Cultura Sonia Mascia, i rappresentanti della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Cagliari Elena Boldetti, Irene Boyer e Georgia Toreno e la restauratrice Mireia Montoya. La serata si è conclusa con la Santa Messa, alle 19, animata dal Garden of Eden Choir.

«Il restauro - ha detto il parroco don Giancarlo Dessì - restituisce alla comunità un importante simbolo della tradizione religiosa di Senorbì, ma racconta anche una storia di partecipazione collettiva». 

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