Gesico senza medico di base da quasi tre anni, una situazione che riaccende il dibattito sulla sanità nei piccoli centri della Sardegna. Oltre 400 residenti sono ancora privi di un ambulatorio fisso e il progetto Ascot (Ambulatorio Straordinario di Continuità Territoriale), già attivo in comuni vicini come Mandas e Siurgus Donigala, tarda ad arrivare.

Una disparità che alimenta malcontento e preoccupazione, soprattutto in una comunità che invecchia e necessita sempre più di assistenza sanitaria di prossimità. A sollevare il caso è Carlo Carta, rappresentante del Pd Trexenta, che punta il dito contro i ritardi dell’ASL di Cagliari, nonostante il Comune abbia già messo a disposizione i locali e completato tutti i passaggi necessari. «Non ci sono più scuse: dopo la chiusura delle scuole non siamo disposti a perdere anche il medico», afferma.

Il problema della carenza di medici di base sta diventando sempre più gravoso nei piccoli centri, dove l’accesso alle cure si trasforma spesso in un percorso a ostacoli. Per molti cittadini, soprattutto anziani, spostarsi verso altri paesi significa affrontare chilometri e disagi, rendendo la sanità un vero e proprio lusso. Carta annuncia battaglia istituzionale se il servizio non verrà attivato a breve, richiamando il diritto alla salute sancito dalla Costituzione.

Intanto a Gesico cresce l’attesa, mentre il tempo continua a pesare su una comunità che chiede risposte concrete. Una vicenda che evidenzia ancora una volta quanto la sanità nei piccoli centri, da tempo in sofferenza, rappresenti un nodo cruciale per garantire equità e diritto alle cure, soprattutto per le comunità più fragili e isolate.

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