Ricerca di «residuati» delle esercitazioni: mare interdetto in piena estate davanti a Quirra
Ordinanza della Guardia costiera: da mercoledì navi di Leonardo al lavoro per tentare di recuperare missili e bombe. Divieti da Porto Corallo a TerteniaIl lancio di un Aster 30 a Quirra e, a destra, l'area interdetta
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Uno specchio di mare enorme che, a ridosso della costa, va dalle acque antistanti Porto Corallo fino a quelle davanti a Tertenia, per spingersi al largo per chilometri: è lo spazio nel quale da mercoledì e fino al 20 agosto (in piena estate) lavoreranno le imbarcazioni di Leonardo Spa impegnate in «operazioni di ricerca e bonifica dei fondali dai residuati delle esercitazioni militari». Perché lì in mezzo c’è il poligono di Quirra. E quando si spara a volte si perdono i missili. Che devono (dovrebbero) essere recuperati prima della nuova stagione di sperimentazioni che inizierà il primo settembre.
Le prescrizioni sono riportate in un’ordinanza della Guardia Costiera, ufficio circondariale marittimo di Arbatax, pubblicata nei giorni scorsi.
Il mare sarà scolcato dalla Ievoli Amber, dalla Celina II, dalla Silvio I e dalla Silvio II. Mentre sui fondali si muoveranno i Rov, i droni subacquei. Tutti alla ricerca di bombe rimaste sul fondale. Lo Stato maggiore della Difesa aveva fatto sapere che non sarebbero stati recuperati, a distanza di oltre un anno, nemmeno i due missili Aster 30 e Stinger che erano stati sparati durante la simulazione di un attacco russo e risultati dispersi.
Nel provvedimento si legge che durante le operazioni estive «le unità navali in transito all’interno dell’area interessata, di qualsiasi dimensione, tipologia, tonnellaggio e destinazione d’uso, dovranno mantenersi a una distanza non inferiore alle 1000 metri, per non arrecare alcun impedimento all’attività della Ievoli Amber».
