Era un maestro su tutto. Anche della confezione della palme per la Pasqua. Raffaele Mereu, recentemente scomparso a 96 anni, titolare di una marmeria nella via Ninasuni, tra i suoi hobby aveva appunto anche quello di modellare le palme in occasione della domenica che precede la festa religiosa più bella dell’anno.

Per lui era un appuntamento attesissimo, come le sagre paesane e come la festa di Sant’Efisio a Cagliari. In casa aveva un grosso albero di palma, la curava con grande attenzione ben sapendo di dovere utilizzare le fronde soprattutto in occasione della Pasqua. Lui sapeva realizzare autentiche opere d’arte, intrecci meravigliosi da presentare alla sua parrocchia di Santa Barbara e ai fedeli.  Ma era un maestro dei dolci e del gateu in particolare. «Per lui», dice il figlio Luigi Mereu, «la lavorazione delle palme era un rito forse più atteso. Curava la pianta del nostro cortile, un’altra nella casa parrocchiale di Santa Barbara, un’altra nella via 4 Novembre, nel cortile della ex sede dell’Enel. Aveva una tecnica tutta particolare, tutta sua, ogni palma prendeva una forma diversa: autentici capolavori che amava esibire la domenica delle Palme».

Un maestro insomma, scomparso l’altra settimana a 96 anni: una vita di lavoro, con la chiesa che era diventata la sua seconda casa. «Un uomo del fare», ha scritto Franco Olla sul Settimanale di Santa Barbara, «in tutte le sue attività, dall’incessante lavoro per la mostra del dolce, all’organizzazione dei pellegrinaggi, dall’impegno nelle corali e nei gruppi folkloristici. Era sempre presente.

«La sua», ha detto don Marcello Loi, sinnaese, parroco di Pula, «non è stata una spiritualità vissuta tra le nuvole di un vago misticismo, la sua è stata una spiritualità dell’azione concreta, della carità e del servizio, a disposizione della comunità di Santa Barbara».

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