L’ormai ex sindaco Pietro Pisu è tornato sulla prematura caduta della sua seconda amministrazione, in seguito alle dimissioni di nove consiglieri comunali, quattro di maggioranza e cinque di opposizione. L’ex sindaco contesta le ragioni della rottura, rivendica i progetti avviati e annuncia ufficialmente la sua candidatura.

«Quattro consiglieri, capitanati dalla vicesindaca, hanno deciso di staccare la spina all’Amministrazione che tanto ha fatto in questi quattro anni sottoscrivendo un accordo con i cinque componenti dell’opposizione. Un atto irresponsabile che ha impedito di approvare una grossa variazione di bilancio in programma martedì prossimo». Il provvedimento «prevedeva una forte riduzione dell’Imu, investimenti sulla sicurezza del centro urbano e delle campagne, ristori ai commercianti delle vie Rosselli e Don Minzoni, oltre a interventi per le famiglie, contro le discariche abusive e infine sbloccare il completamento del Piano di Risanamento Su Arbuzzeri e Su Gregori, ormai in dirittura d’arrivo».

«Evidentemente, non piaceva che portassimo a compimento tutte le opere pubbliche strategiche. Tra cui: il Parco lineare, la scuola dell’infanzia di via Tortolì, l’impianto sportivo a Sant’Isidoro, l’asilo nido di via Verdi, la struttura per anziani in via Don Minzoni, la copertura del teatro Olata e l’adeguamento del Puc al piano paesaggistico regionale». Pisu risponde anche agli ex alleati: «I quattro consiglieri di maggioranza che si sono dimessi non si sono mai interessati a tematiche di bilancio, di urbanistica, di lavori pubblici e di politiche sociali. Amministrare una comunità non significa organizzare solo spettacoli e feste, ma significa conoscere concretamente la macchina amministrativa». Secondo Pisu, alla base delle dimissioni ci sono «motivazioni di carattere personale e non politico amministrativo». E avverte: «Chi preferisce farsi amministrare da un commissario piuttosto che contribuire a una sana amministrazione, dimostra di non avere a cuore il bene della comunità».

Sul futuro politico esce ufficialmente allo scoperto: «Il rammarico più grande è non aver potuto completare gli ultimi 7 mesi di mandato, un periodo in cui avremmo potuto dare ancor tanto al nostro paese. Io oggi concorro per il mio terzo mandato alle prossime elezioni comunali. È fuori da ogni mia idea l’intenzione di propormi alle prossime elezioni Regionali». Spiega che la possibilità di un terzo mandato è arrivata con la legge e ripete e rigetta l’accusa di una promessa non mantenuta: «Proprio i miei compagni di viaggio, i consiglieri di maggioranza rimasti sino all’ultimo, mi hanno chiesto di proseguire questo progetto amministrativo e di candidarmi. Il gruppo ha stabilito che fossi io a continuare, era giusto dare continuità al nostro operato». Sui dimissionari: «Hanno disatteso le aspettative del gruppo e degli elettori. Non entro nel merito delle scelte altrui e di quello che succederà alle prossime elezioni, prendo solo atto di quello che hanno fatto».

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