Taglio del nastro questa mattina a Quartu per l'emporio della solidarietà, un grande spazio dove le famiglie bisognose potranno trovare non solo generi alimentari, come pasta e latte confezionati, ma anche abbigliamento, ci sono persino gli abiti da sposa, e, per la prima volta gli ausili medici. Perché come ha spiegato Ninni Santus dell'associazione Domu Mia che gestirà il servizio insieme alle altre associazioni della Consulta «noi vogliamo assistere le persone quando hanno bisogno. Ci sono tanti casi di donne che arrivata a una carta età cadono e si fratturano e adesso potranno avere anche gli ausili medici gratis».

All'inaugurazione nei locali in via Irlanda, messi a disposizione dalla Comunità di Villaregia, c'erano le autorità comunali, i rappresentanti delle associazioni e anche i primi utenti. «Ed è solo l'inizio» ha detto il presidente della Consulta delle associazioni Alessandro Passera, «puntiamo ad ampliare il servizio con un ambulatorio solidale e un centro di ascolto e intendiamo fare una sorta di scuola di volontariato con le scuole». 

L'emporio della solidarietà nasce con il contributo e il finanziamento del Comune. Presente anche il sindaco Graziano Milia che ha elogiato «un’iniziativa che nasce da un bellissimo progetto di coesione sociale. Direi anche il progetto di coesione sociale ideale, visto il coinvolgimento di tantissimi soggetti, non solo Domu Mia, capofila del progetto, Consulta, associazioni, Conferenze Vincenziane, Alimentis, ma anche singoli cittadini che hanno espresso la loro voglia di solidarietà contribuendo fattivamente, lavorando mattina e sera affinché tutto fosse pronto nei tempi previsti per l’inaugurazione. È un progetto importante che va ben oltre il contributo materiale offerto con gli alimentari, il vestiario e quant’altro presente all’interno dell’emporio stesso. La solidarietà oggi è qualcosa di cui abbiamo bisogno come il pane, perché viviamo in un mondo nel quale le differenze in società sono sempre più marcate. L'esercizio della solidarietà porta quindi beneficio a tutti, non solo a chi ha il bisogno materiale ma anche a chi si presta».

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