Dal centro al litorale quartese lo scenario non cambia: le sterpaglie invadono la maggior parte dei terreni. Così adesso arriva l'ordinanza del Comune. 

Per prevenire il pericolo incendi ma non solo, i privati proprietari delle aree, dovranno entro il primo giugno, e fino a ottobre, provvedere allo sfalcio dell’erba, alla regolazione delle siepi, al taglio di piante, rami, fieno, sterpaglie e di tutta la vegetazione secca anche in aree coltivate, presenti nelle proprietà private o pubbliche, per una fascia di almeno 3 metri calcolati a partire dal limite delle relative pertinenze della strada all’interno dei propri confini, nonché di provvedere al taglio di radici e di quelle parti che sporgono su strade e marciapiedi.

I proprietari di fondi agricoli dovranno poi creare una fascia parafuoco o un’area verde, intorno ai fabbricati rurali di almeno 10 metri. Dovrà essere curata la manutenzione, pulizia e spurgo, dei fossi e dei canali di scolo e delle cunette, così da favorire il regolare deflusso delle   acque meteoriche e la loro immissione negli scarichi principali.Regole simili dovranno seguire anche in responsabili di cantieri edili e stradali, quelli di strutture turistiche, artigianali e commerciali, con annesse aree private. Questo perché la presenza di sterpaglie e di rifiuti oltre «a determinare un generale stato di incuria con ripercussioni negative sul decoro della zona in cui ricadono, da un lato rendono favorevole la proliferazione di animali zecche e parassiti oltre ad aumentare il rischio incendi».

Giorgia Daga

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