Sa dom' e Farra a Quartu sempre più al centro delle iniziative. Saranno ancora le associazioni in rete Città di Quarto, Su Idanu e Su Scrignu de Campidanu, con la collaborazione di Femminas, Nodas e Boxis Campidanesas, ad occupparsi di organizzare un calendario di iniziative a Sa dom’e Farra, l’antica domus in via Porcu che è stata il primo museo etnografico della città. L’incarico è stato aggiudicato per altri tre anni. Riprenderanno così nelle prossime settimane tutte le iniziative tra appuntamenti fissi e altri appuntamenti. Come ad esempio i corsi di ballo sardo, quelli di cucito e quelli di poesia improvvisata.

Sa dom’e Farra, la cui gestione è in mano al Comune, anche quest’estate ha ospitato una serie di iniziative tra concerti e presentazioni di libri e anche alcune serate di Sciampitta. Il festival internazionale del folklore organizzato dal gruppo Città di Quarto, confermandosi così uno degli spazi più interessanti, insieme all’ex caserma dei carabinieri in via Roma, per gli spettacoli nelle notti d’estate.

E tutte queste iniziative sono sempre un’occasione per vedere da vicino l’antica casa che era stata profondamente trasformata dai lavori di restauro. Negli anni del suo splendore, Sa dom’e Farra era uno scrigno che custodiva piccoli gioielli. Tra questi: un raro aratro a chiodo in ginepro, gioghi per i buoi e attrezzi vari come il barilotto per le provviste d’acqua per il cavallo. Ancora i forconi e i congegni per lo svezzamento dei vitelli. Chi andava in visita alla casa museo trovava museruole e attrezzi per la castrazione del bestiame e una miriade di attrezzi per la raccolta del latte e la preparazione del formaggio raccolti in “Su caseificiu”. E poi ganci per il recupero dell’acqua nei pozzi e gli attrezzi per i lavori femminili come la filatura della lana e del lino, la lavorazione del filet, il ricamo e il cucito. solo per citarne alcuni.

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