Un tappeto di rifiuti. L’invasione dei bagnanti, domenica, sulla spiaggia del Poetto di Cagliari per godersi il caldo primaverile che fa registrare temperature quasi estive, ha prodotto ancora una volta un immondezzaio alla Quarta Fermata.

Se fino a alla settimana scorsa "l'alibi" era che il Comune non aveva ancora montato le isole ecologiche per la differenziata in spiaggia, adesso questa scusa non esiste più. L'amministrazione, infatti, proprio per rispondere a un problema che si era manifestato già nella due giorni di Pasqua e pasquetta, ha montato i cestini portarifiuti in spiaggia ma il risultato non è cambiato. Sulla sabbia, nella golden hour, quando si inizia ormai ad andar via, c’è di tutto: bottiglie di birra, altre di plastica, lattine, decine e decine di contenitori di carta per la focaccia, altri di plastica per la frutta, un ombrellone malridotto, buste delle patatine, bucce di banana.

Come se non bastasse, in una domenica che sembra quasi estate, alla Quarta Fermata oltre ai rifiuti c'è il solito problema dei bagni chiusi: protestano i titolari di chioschi. «Il Poetto esplode per la folla», dicono i titolari. «Bagni chiusi, spiaggia immondezzaio. Sembrava il Vietnam con i bambini che giocavano in mezzo ai rifiuti in spiaggia. Chi ci paga acqua, carta igienica, prodotto igienizzanti per far fronte all'assalto dei nostri bagni da parte di un pubblico che non consuma ma addirittura sporca tutto ciò che lo circonda?».

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