In una parte della Trexenta che da sempre vive lontano dai grandi flussi turistici, Andrea Uccheddu ha scelto di costruire il proprio lavoro partendo dall’archeologia e dall’identità del territorio. Una scommessa non scontata in un piccolo centro come Suelli, dove il turismo non rappresenta ancora un’economia consolidata, ma che oggi gli vale anche l’ingresso nel Gal “Sole Grano Terra”, il Gruppo di azione locale impegnato nei progetti di sviluppo del territorio nei territori del Sarrabus, Gerrei, Trexenta e Campidano di Cagliari.

Uccheddu ha trasformato una passione coltivata fin da bambino in una professione strutturata. Oggi lavora come guida turistica regionale, accompagnando gruppi italiani e stranieri tra nuraghi, chiese e siti storici della zona, promuovendo la Trexenta anche sui social attraverso la pagina “Bucca tua sarda”. Il suo percorso professionale è passato prima attraverso altri settori. «Ho lavorato in una cantina vinicola e come agente immobiliare prima di diventare guida turistica nel 2016. Gli studi in Beni culturali a Cagliari mi hanno dato la base, ma sono state soprattutto le esperienze sul campo a formarmi», racconta.

Negli anni ha intercettato un turismo diverso da quello tradizionalmente associato alla Sardegna. Al centro delle visite c’è soprattutto il Nuraghe Piscu, che richiama sempre più visitatori stranieri. «Arrivano soprattutto inglesi, canadesi e americani. Quando scoprono i nuraghi restano colpiti perché si trovano davanti a una storia unica al mondo». Ai sopralluoghi nei siti archeologici e ai percorsi sul territorio partecipa anche Ubbe, il suo labrador nero, che con il tempo è diventato quasi una piccola mascotte delle visite: accompagna i gruppi lungo i percorsi e contribuisce a rendere l’esperienza più informale e coinvolgente. Per molti visitatori Ubbe è ormai parte integrante dell’escursione.

L’ingresso nel Gal rappresenta ora un nuovo passaggio nel percorso professionale di Uccheddu, che punta a rafforzare un’offerta integrata tra cultura, natura ed enogastronomia. «Mettere insieme le forze è fondamentale. Spesso gli operatori si conoscono poco tra loro, invece il Gal può creare momenti di collaborazione reale». Tra gli obiettivi futuri c’è anche quello di ampliare ulteriormente le competenze professionali. «Vorrei diventare guida ambientale per unire archeologia, geologia e trekking in un’unica proposta turistica», conclude Uccheddu che, con le sue iniziative, punta a dimostrare che anche nei piccoli centri interni sia possibile creare lavoro partendo dalla cultura e dal patrimonio identitario, trasformando il territorio in una risorsa economica senza rinunciare alle proprie radici.

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