Sono 800 i migranti nel Centro di accoglienza di Monastir. Numeri che preoccupano la sindaca Paola Ugas, pronta a chiedere un incontro formale alla Prefettura e a denunciare «una dimensione che non può essere considerata ordinaria e che non può diventare la nuova normalità per Monastir senza una valutazione seria e trasparente della capacità della struttura, delle condizioni di gestione e dell’impatto che questa situazione determina sul territorio».

La prima cittadina spiega che Monastir «ha fatto e continua a fare la propria parte, con senso di responsabilità e nel rispetto delle istituzioni. Ma proprio per questo», aggiunge, «riteniamo necessario che anche il nostro territorio venga ascoltato e coinvolto nelle decisioni che riguardano una struttura di queste dimensioni. Non è una questione ideologica e non è una contrapposizione tra cittadini e persone migranti. È una questione di sostenibilità, sicurezza, organizzazione e rispetto della comunità che quella struttura ospita».

Ugas formula alcune domande: «Perché si è arrivati a 800 presenze? Qual è la capacità effettiva della struttura? Quali sono oggi le condizioni organizzative e di sicurezza? Quali risorse e quali forze sono state messe in campo per affrontare questa situazione? Non possiamo limitarci a prendere atto di numeri che crescono. È necessario governare il fenomeno, garantendo condizioni adeguate per chi viene accolto, per chi lavora nella struttura e per la comunità che la ospita. L’accoglienza è una responsabilità dello Stato», conclude, «ma anche garantire che sia sostenibile e compatibile con il territorio lo è».

(Unioneonline/En.Ne.)

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