Con la benedizione della campana, in programma domenica 21 giugno, prende il via a Mandas la festa dedicata a San Giovanni Battista, primo patrono della comunità. Un appuntamento che affonda le sue radici nella storia e nelle tradizioni popolari del paese e che culminerà nella notte del 23 giugno con il suggestivo rito de “is goppais de froris”. Anche quest’anno, infatti, si rinnoverà una delle usanze più sentite della cultura mandarese, legata ai festeggiamenti di San Giovanni e alle antiche celebrazioni del solstizio d’estate. Una notte considerata speciale e carica di significati simbolici, durante la quale il fuoco, l’acqua e le erbe diventano protagonisti di riti tramandati di generazione in generazione.

Secondo la tradizione popolare, nella notte di San Giovanni il fenomeno astronomico del solstizio diffonde influssi benefici sulla terra e conferisce particolari virtù agli elementi naturali. Proprio attorno a questi simboli si sviluppa il rito del comparatico, che a Mandas prende il nome di “is goppais de froris”. Due amici, attraverso un preciso rituale, suggellano un legame destinato a durare per tutta la vita, diventando “compari” o “comari” di San Giovanni. In lingua sarda vengono chiamati goppai o gommai de froris, termini che richiamano il comparatico del battesimo e della cresima. In passato questo vincolo aveva un valore che andava ben oltre la semplice amicizia. Significava reciproco sostegno, solidarietà e aiuto nei momenti di difficoltà familiare e lavorativa. Un rapporto fondato sulla mutualità e sulla fiducia, considerato quasi un legame di parentela. Ancora oggi il rito conserva tutto il suo fascino e il suo significato identitario, rappresentando un momento di incontro e condivisione per la comunità. Non a caso, la tradizione popolare ricorda che quando un’amicizia così speciale si interrompe a causa di un litigio, si dice che i due abbiano “segau su Sant’Juanni”, ovvero spezzato il vincolo di San Giovanni.

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