Un Consiglio comunale a cielo aperto, riunito simbolicamente sul confine tra Mandas e Gesico, per dire insieme un secco “no” al nuovo progetto eolico in Trexenta.

Le due amministrazioni hanno scelto il territorio stesso come aula consiliare e si sono ritrovati davanti all’area interessata dall’intervento per approvare una deliberazione congiunta contro l’impianto. Un atto politico e amministrativo, ma anche un messaggio preciso: Mandas e Gesico intendono fare fronte comune per fermare il progetto presentato dalla società SCS 30 S.r.l.

Il progetto prevede la realizzazione di un parco eolico composto da cinque aerogeneratori alti 200 metri, per una potenza complessiva di 36 megawatt, in un’area a cavallo tra i due Comuni, non lontano dal nuraghe Piscu (territorio di Suelli) e in un contesto caratterizzato da una significativa presenza di testimonianze archeologiche e paesaggistiche.

«Abbiamo scelto di riunire i due Consigli comunali qui, sul territorio, perché è qui che si vede ciò che rischiamo di perdere», è il senso della posizione espressa dal sindaco di Mandas Umberto Oppus, che guarda alla mobilitazione con fiducia. «Questa battaglia possiamo vincerla perché oggi c’è un’unione forte tra le amministrazioni e la popolazione. Non siamo soli: c’è una comunità che si sta mobilitando e c’è anche una petizione popolare che dimostra quanto sia sentita la difesa di questo territorio».

Sulla stessa linea il sindaco di Gesico Terenzio Schirru, che rivendica la scelta di una posizione comune. «Il nostro è un no convinto, motivato e condiviso. Non siamo contro lo sviluppo delle energie rinnovabili, ma contro un progetto che riteniamo incompatibile con le caratteristiche e con la vocazione di questo territorio», è il messaggio del primo cittadino.

Nella delibera approvata dai due Consigli comunali vengono messe in fila le ragioni della contrarietà. Il primo capitolo riguarda il patrimonio archeologico. L’area individuata per il parco si inserisce infatti in un paesaggio nel quale sono numerose le testimonianze della storia millenaria della Trexenta: nuraghi, tombe dei giganti e altri siti archeologici, oltre alle chiese rurali che punteggiano il territorio di Mandas e Gesico. Particolare attenzione viene richiamata per le aree prossime al nuraghe Su Angiu, nel territorio di Mandas, e per il rapporto visivo e paesaggistico con gli altri beni presenti nel territorio, tra cui le chiese di Sant’Antonio, San Giovanni e San Giacomo a Mandas, e San Mauro e Santa Giusta a Gesico. C’è poi la questione paesaggistica. Per le amministrazioni, cinque strutture alte 200 metri finirebbero per modificare in maniera significativa la percezione di un paesaggio rurale che rappresenta uno degli elementi identitari della Trexenta. Un impatto che, secondo i Comuni, va valutato non soltanto in relazione alla singola area di installazione, ma all’interno del più ampio sistema storico e paesaggistico locale. Tra le preoccupazioni figura anche il profilo ambientale, vista la vicinanza al sito Natura 2000 di Monte San Mauro, area di interesse naturalistico compresa tra i territori di Gesico, Guamaggiore e Guasila.

La delibera prende inoltre in considerazione la vocazione produttiva agricola dell’area. Il timore espresso dalle amministrazioni è che l’installazione delle torri, insieme alle opere accessorie e alle infrastrutture necessarie, possa incidere sull’utilizzo dei terreni e sulla continuità delle attività agricole. Infine, il fronte socio-economico. I Comuni contestano l'idea che l'impianto possa rappresentare un beneficio sufficiente per le comunità locali rispetto alle trasformazioni territoriali che comporterebbe. La domanda posta nelle delibere è, in sostanza, quale vantaggio concreto resterebbe a Mandas e Gesico a fronte di un intervento destinato a incidere profondamente sul paesaggio e sulle prospettive di sviluppo del territorio.

«Non vediamo un vantaggio per le nostre comunità che possa compensare l'impatto dell'opera», è la posizione ribadita dalle amministrazioni, che rivendicano invece una prospettiva di sviluppo fondata sulla valorizzazione del patrimonio storico, archeologico, ambientale e agricolo.

La riunione congiunta dei due Consigli non chiude dunque la partita, ma apre una nuova fase della mobilitazione. Il termine per presentare le osservazioni al procedimento è fissato al 2 settembre 2026. Da qui l'appello rivolto dai sindaci ai cittadini, alle associazioni e ai proprietari dei terreni interessati affinché presentino le proprie osservazioni entro la scadenza. «La cosa più importante è che questo territorio abbia una voce sola», sottolinea Oppus. «Amministrazioni e cittadini devono continuare a essere uniti». Mandas e Gesico, dunque, fanno fronte comune. Il messaggio lanciato dal confine tra i due paesi è netto: sì alle energie rinnovabili, ma non a scapito del paesaggio, della storia, dell’ambiente e delle attività che danno identità e futuro alla Trexenta.

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