A Mandas si è parlato di futuro e sviluppo durante l’incontro-dibattito “Una sfida industriale e tecnologica per un futuro sostenibile delle zone”, promosso dall’amministrazione comunale con la società Energy Vector H2. Un confronto pubblico che ha riportato al centro un tema decisivo per le aree interne: la transizione energetica. «Siamo soddisfatti - ha detto il sindaco Oppus - perché dopo la centrale a idrogeno dell’Arst per treni e autobus, su iniziativa privata ora a Mandas sta nascendo un’infrastruttura energetica rivolta all’industria, all’agricoltura e alla mobilità». Il progetto è finalizzato a produrre idrogeno da fonti rinnovabili con l’obiettivo di decarbonizzare trasporti e industria, creando nuove filiere e riqualificando aree dismesse.

Il progetto presentato a Mandas punta alla realizzazione di una centrale di produzione dell’idrogeno rivolta all’industria, all’agricoltura e alla mobilità. I tecnici di Energy Vector H2 (la società ha aperto la sua sede nell’ex mattatoio comunale) hanno illustrato scenari e prospettive di una filiera che, se sviluppata sul territorio, potrebbe generare occupazione qualificata e attrarre investimenti, contribuendo al rilancio delle zone interne della Sardegna. Un percorso che, a Mandas, ha già conosciuto tappe importanti.

Proprio nel vecchio Ducato, storicamente nodo ferroviario, lo scorso 16 ottobre si è tenuta la cerimonia di avvio dei lavori per la costruzione della centrale di produzione di idrogeno verde, una delle opere più significative del programma regionale di decarbonizzazione dei trasporti. La centrale di Mandas sarà la prima delle tre infrastrutture di produzione di idrogeno verde che Arst realizzerà sul territorio regionale – insieme a quelle di Alghero e Macomer – grazie ai fondi Pnrr destinati alla mobilità sostenibile. L’impianto, una volta a regime, fornirà energia pulita ai treni della linea Monserrato–Mandas–Isili, rendendo la Sardegna una delle prime regioni italiane a sperimentare su larga scala la mobilità ferroviaria alimentata a idrogeno. Un’iniziativa pensata per rendere più sostenibile il trasporto ferroviario regionale, soprattutto lungo le linee non elettrificate.

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