Incidente aereo durante l’incendio a Guspini, giallo sulla tragedia sfiorata: aperta un’indagine
Il Corpo forestale avvia accertamenti sulle cause della collisione di venerdì tra un Canadair e un elicotteroPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Un giallo dietro la tragedia sfiorata a Guspini. Sarà un’indagine a chiarire i motivi che hanno portato all’incidente, e al tempo stesso allo scampato pericolo per gli equipaggi, che si è verificato venerdì tra un elicottero Super Puma e un Canadair durante le operazioni di spegnimento di un maxi incendio in località Putzu Nieddu.
Sul punto il Corpo forestale ha già avviato degli accertamenti: «Si tratta di un atto dovuto – spiega il direttore generale Gianluca Cocco – abbiamo avviato un’indagine interna per capire cosa sia effettivamente successo per fare in modo che queste cose non ricapitino. Penso che anche l’Enac farà lo stesso».
L’impatto, secondo le testimonianze di chi ha assistito all’accaduto, è avvenuto qualche minuto prima delle tre del pomeriggio. Sull’incendio in quel momento stavano operando un Canadair “Can27” proveniente da Olbia e tre elicotteri, tra questi uno era un Super Puma arrivato dalla base di Alà dei Sardi.
Un dispiegamento di forze massiccio per un incendio che dalla mattina stava tenendo impegnate le squadre di Corpo forestale, vigili del fuoco, Protezione civile e volontari e che a fine giornata ha presentato una conta dei danni pesantissima con circa cinquecento ettari di campagna inceneriti. Ma il bilancio poteva essere tragico. Canadair ed elicotteri oltre alle fiamme stavano fronteggiando le enormi colonne di fumo che si alzavano da terra. E proprio il fumo potrebbe essere un elemento centrale dell’incidente.
Si nota da un video di pochi secondi girato da terra con uno smartphone a un centinaio di metri di distanza. L'elicottero Super Puma ed il Canadair arrivano da direzioni opposte, il primo vola da destra verso sinistra mentre il secondo, più in basso, esce da una coltre di fumo dirigendosi verso destra. È proprio durante questo passaggio che avviene la collisione: l’ala destra del Canadair intercetta il cavo d'acciaio dell'elicottero che sorregge la cosiddetta “bamby bucket”, la sacca che contiene l'acqua utilizzata per spegnere gli incendi. Subito dopo il cavo si stacca, assieme alla sacca, evitando gravi conseguenze per gli equipaggi ma costringendo entrambi i velivoli a un atterraggio di emergenza.
A questo punto sorgono i dubbi. Secondo la versione ufficiale fornita dal Corpo forestale il cavo di 30 metri appeso all’elicottero si è rotto a seguito del contatto. D’altra parte Raimondo Piras, 57 anni, con alle spalle esperienze da addetto dell’antincendio, ha visto con i suoi occhi l’aggancio tra i due velivoli: «Per la prontezza di riflessi di un operatore, l’elicottero e il Canadair non sono precipitati uccidendo entrambi gli equipaggi: ha sganciato il cavo proprio quando dal fumo è sbucato all’improvviso l’aereo. Il cavo si è staccato dal gancio baricentrico dell'elicottero, un sistema molto particolare che ha una serie di meccanismi di sicurezza».
Secondo gli addetti ai lavori, per un pilota intervenire su un incendio in corso è una tra le missioni più rischiose che ci siano. Oltre al fuoco infatti bisogna fare i conti con la scarsa visibilità data dal fumo, che potrebbe inoltre interferire sulla funzionalità dei motori dei mezzi aerei, e con il vento che è spesso presente. C’è poi un altro elemento da considerare, le comunicazioni via radio tra i piloti che si coordinano sulle manovre da eseguire. A volte, come ammesso da un pilota di lungo corso, in casi del genere può capitare che le linee siano disturbate: potrebbe capitare che qualche messaggio non venga compreso o ci siano dei buchi nella comunicazione. È questo il caso? A stabilire cosa sia effettivamente successo a Guspini sarà un’indagine degli enti competenti, in primis del Corpo forestale.
