I familiari di Leonardo Mocci: «Sportivo e lavoratore, non era coinvolto in attività illecite»
«Ha accompagnato un amico intimorito, che forse non gli aveva neanche specificato il vero problema». Indagini vicine a una svoltaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
«La famiglia esclude categoricamente un coinvolgimento di Leonardo Mocci in attività illecite». Lo riferisce Fabio Basile, l’avvocato a cui si è affidata la famiglia del 23enne per seguire da vicino l’andamento delle indagini sul ragazzo ucciso la notte tra il 22 e il 23 aprile con un colpo di pistola a Monserrato.
«Era un ragazzo conosciuto per essere un grande sportivo e un grande lavoratore», prosegue il legale, «era assolutamente estraneo agli ambienti in cui si delinque e non ha mai avuto alcun precedente o problemi con la giustizia». La famiglia del giovane ci tiene a precisarlo, respingendo la tesi secondo la quale la sua drammatica scomparsa sia collegata direttamente ad affari illeciti. «Ha accompagnato un amico in difficoltà e intimorito, che probabilmente non gli aveva nemmeno specificato il vero problema», ha aggiunto Basile.
Le indagini, intanto, sono vicine a una svolta. Secondo l’ipotesi investigativa, Mocci avrebbe accompagnato un amico a Monserrato per una affare di droga. Ma era in realtà una trappola mortale di rapinatori senza scrupoli, e il 23enne avrebbe pagato con la vita il tentativo di difendere l’amico aggredito.
Roberto Carta
Tutti i dettagli su L’Unione Sarda in edicola e sull’Unione Digital
