A Gesico la Pasqua 2026 ha segnato il ritorno di uno dei momenti più suggestivi e identitari: i “fucilieri” in occasione de “s’Incontru”, il rito che celebra l’incontro tra il Cristo Risorto e la Madonna e che rappresenta il culmine delle celebrazioni pasquali. Grazie all’impegno congiunto della Parrocchia, del Comune e del Comitato Donne, è stata rispolverata un’antica tradizione rimasta per lungo tempo solo nella memoria dei più anziani. I fucilieri, come avveniva in passato, hanno preso posizione nelle terrazze del paese e, al segnale del capogruppo — unico a essere dotato di pistola — hanno dato il via a “su sparatoriu”, una serie di colpi a salve che hanno scandito simbolicamente la gioia della Resurrezione. Terminato il rito, deposte le armi, anche i fucilieri si sono uniti al corteo, accompagnando la comunità verso la chiesa parrocchiale, dove è stata celebrata la messa solenne.

Negli ultimi anni, in tutta la Sardegna si è assistito a una crescente riscoperta dei riti della Settimana Santa, sostenuta non solo dalla devozione popolare ma anche da importanti interventi di valorizzazione culturale. Tuttavia, molte tradizioni rischiano ancora di perdersi o di apparire frammentate. Anche Gesico, pur ricco di storia e simboli, conserva riti che meriterebbero di essere pienamente recuperati e valorizzati. Tra questi, il suono dei “matraccasa” e degli “strocciranasa”, strumenti lignei che un tempo riecheggiavano tra le viuzze del paese il Venerdì e il Sabato Santo, creando un’atmosfera intensa e carica di significato. Oppure il rito de “su Nenniri”, legato al suggestivo crocifisso di Gesugristunieddu, simbolo della morte e della resurrezione, ma anche del ciclo della natura e della rinascita dopo l’inverno. I nenniri, con i loro germogli bianchi coltivati al buio — come facevano le nonne sotto i letti — rappresentano ancora oggi un potente richiamo alla vita che trionfa sulle tenebre.

Gesico è inoltre conosciuto come il “Paese delle sette chiese”, un appellativo che richiama un’altra tradizione profondamente radicata: il Giro delle sette chiese del Giovedì Santo. Un percorso di raccoglimento e meditazione, tra edifici sacri spogli e silenziosi, che accompagna i fedeli verso il significato più autentico della Pasqua: un messaggio universale di pace. Il ritorno dei fucilieri ha rappresentato non solo la ripresa di un rito spettacolare, ma anche un passo importante verso la ricostruzione di un patrimonio immateriale che appartiene all’identità stessa della comunità, accolto con grande partecipazione e consenso.

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