Non solo una visita istituzionale, ma un vero laboratorio di idee per immaginare nuove prospettive di sviluppo delle aree interne. La delegazione del circuito di Saboris Antigus, composta dai sindaci Alessio Piras (Selegas), Paola Casula (Guasila), Antonello Perra (Siurgus Donigala) e Terenzio Schirru (Gesico), ha trascorso due intense giornate in Dalmazia, sull’isola di Brač, nell’ambito del progetto di gemellaggio avviato nei mesi scorsi tra i territori della Trexenta e del Sarcidano e la regione croata candidata a diventare protagonista della gastronomia europea. L’iniziativa, resa possibile dalla collaborazione con la Camera di commercio di Cagliari, rappresenta il naturale sviluppo dell’alleanza culturale nata all’interno di Saboris Antigus, la manifestazione che da anni valorizza il patrimonio materiale e immateriale dei piccoli centri del territorio attraverso il cibo, l’accoglienza e le tradizioni.

La missione in Croazia ha consentito di conoscere da vicino una realtà che, pur affacciata su una costa fortemente attrattiva dal punto di vista turistico, deve affrontare sfide simili a quelle della Sardegna interna. «Abbiamo vissuto un’autentica immersione nella realtà locale», racconta Paola Casula, anche consigliera regionale nelle file della maggioranza. «Abbiamo visitato piccoli paesi, siamo stati accolti di casa in casa, trovando ovunque una generosità, un'ospitalità e un calore umano che mi hanno commossa. Dal canto nostro, abbiamo portato in Dalmazia l'orgoglio del nostro progetto Saboris Antigus, l’esperimento di rete tra i nostri territori che portiamo avanti da diversi anni». Accanto agli incontri istituzionali non sono mancati i momenti dedicati alla convivialità. Il vicesindaco di Selegas e assessore all’Ambiente e Agricoltura Raffaele Porru, insieme al presidente della Pro Loco Michele Fadda, hanno preparato e fatto degustare alcune specialità della tradizione sarda: monachelle, agnello in umido e pasta realizzata dallo stesso vicesindaco Porru, accompagnati da formaggi del territorio e dal miele prodotto da Anna Maria Cabiddu di Siurgus Donigala. Il tutto è stato abbinato ai vini delle cantine Argiolas, Olianas e Deidda. Un’occasione per raccontare la Sardegna attraverso i suoi sapori e rafforzare un dialogo già avviato nei mesi scorsi con la partecipazione di rappresentanti dalmati alle iniziative organizzate in Trexenta.

Tra visite ai villaggi dell’isola, incontri con operatori e amministratori e perfino una simpatica partita a bocce persa per un solo punto contro i padroni di casa, la delegazione ha potuto osservare da vicino il modello organizzativo dell’Ente del Turismo della Dalmazia. Un’esperienza che ha lasciato spunti importanti. «La loro capacità di programmazione è impressionante», sottolinea Alessio Piras. «Per noi che combattiamo ogni giorno contro lo spopolamento e cerchiamo di valorizzare i nostri paesi, confrontarci con altre realtà è fondamentale». L’obiettivo del gemellaggio va infatti oltre la promozione gastronomica. L’idea è costruire una rete stabile di relazioni capace di generare scambi culturali, turistici e istituzionali, valorizzando quel patrimonio comune fatto di tradizioni, saperi artigianali e cultura dell’accoglienza che unisce le due sponde del Mediterraneo. Per gli amministratori della Trexenta il viaggio si chiude con una convinzione rafforzata: il futuro dei piccoli centri passa anche dalla capacità di fare rete, guardare oltre i propri confini e trasformare identità e autenticità in opportunità concrete di sviluppo.

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