Paura a Olbia e Capoterra: il territorio fragile e il ricordo delle alluvioni
I due paesi hanno già pagato il loro tributo in termini di vite al maltempoCapoterra dopo l'alluvione del 2008 (Archivio)
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A Olbia e Capoterra l’ondata di maltempo che sta colpendo la Sardegna fa più paura. E non potrebbe essere altrimenti, visto il tributo in termini di vite che i due paesi hanno pagato al maltempo.
Il sindaco di Capoterra Beniamino Garau è chiuso in municipio da due giorni: «Il vento sarà persistente e avrà una forza raramente vista dal 2003, in più si prevedono piogge dai versanti collinari e montani, che metteranno a dura prova gli alvei dei fiumi, soprattutto a Santa Lucia. Anche perché la forza del mare sarà superiore a quella molto impetuosa che vedemmo nel 2017: sono previste onde altissime che difficilmente consentiranno all’acqua di defluire».
Paura anche a Olbia dove il territorio, in attesa delle opere di messa in sicurezza, resta fragile. La pioggia si è intensificata già nella tarda serata di ieri e ha creato problemi in alcuni quartieri. Le auto della Polizia locale girano nelle aree ad alto rischio, le stesse del 2013, con sirene accese e altoparlanti per comunicare ai cittadini le norme di comportamento raccomandate dalla Protezione civile. Sorvegliati speciali i canali, con il controllo degli argini. Tutto sotto la supervisione del centro di coordinamento comunale.
«La sicurezza viene prima di tutto», è l’avvertimento lanciato ai cittadini dal sindaco Settimo Nizzi, che ha disposto la chiusura di scuole, uffici pubblici, cimiteri e del parco Fausto Noce.
