Uras, scioglimento del Consiglio comunale. Il sindaco: «La surroga decisa in comune accordo con la Regione»
Il primo cittadino sulla decisione del Consiglio di Stato che ha accolto il ricorso degli ex amministratori che chiedevano l'annullamento della deliberaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Si legge il dispiacere ma non mancano le accuse. Il sindaco di Uras Samuele Fenu, ancora primo cittadino fin quando la Regione non interverrà per sciogliere il Consiglio comunale, interviene sulla decisione del Consiglio di Stato che ha accolto il ricorso degli ex amministratori che chiedevano l'annullamento della delibera con la quale il sindaco aveva convocato il Consiglio comunale per la surroga di uno dei dimissionari, nonostante non ci fosse il numero legale.
«Apprendiamo con rammarico la decisione del Consiglio di Stato, che ha accolto le richieste dei ricorrenti, persone che con il loro comportamento da “franchi tiratori” hanno compromesso il normale svolgimento e il prosieguo dell’attività amministrativa - dice Fenu - La nostra principale preoccupazione è sempre stata quella di agire in modo trasparente e nel pieno interesse della comunità. La decisione di procedere alla surroga è stata assunta in comune accordo con la Regione. Nessuna azione è stata intrapresa per interrompere l’iter procedurale della decadenza; abbiamo invece agito nell’ottica della leale collaborazione tra enti. Il nostro intento è stato quello di garantire ai cittadini i servizi essenziali ed evitare i disagi che lo scioglimento del Consiglio avrebbe comportato e che, inevitabilmente, comporterà».
Ma non solo. Fenu fa un elenco di attività e iniziative già programmate che, a suo dire, ora rischiano di non vedere la luce: la rievocazione storica di Sa Battalla, l’avvio della ludoteca a settembre, i contributi alle società sportive e alla Protezione Civile, l’assegnazione dei terreni ex uso civico agli agricoltori, i servizi estivi rivolti ai minori, l'inaugurazione e apertura al pubblico del sito nuragico “sa dommu beccia” con relative visite guidate, l'acquisizione dell'ex cinema, con la procedura già avviata, il rifacimento dell’area cortilizia delle scuole dell’infanzia e primaria, con i relativi giochi e anche l’ammodernamento completo delle palestre, compreso il rifacimento dei pavimenti.
«Lasciare sarebbe stato più facile. Invece abbiamo deciso di andare avanti, anche quando questo ha significato gestire situazioni complesse e delicate, come il servizio Ascot, per garantire la presenza, anche minima, dei medici di base nel nostro paese - dice ancora Fenu - A perdere oggi non è l’amministrazione, ma l’intero paese. È il risultato di un’operazione politica ai danni di tutta Uras. Avere un commissario significherà limitarsi all’ordinaria amministrazione, senza alcuna possibilità di partecipare ai bandi e con inevitabili limitazioni alle opportunità di sviluppo del territorio. La responsabilità politica è di coloro che hanno prima scelto di disimpegnarsi, poi di dimettersi e infine di accanirsi contro questa amministrazione».
