«Non vogliamo le 29 centrali di accumulo elettrochimico in Sardegna». Al centro c'è ancora il caso Mogorella, un ordigno che rischia di esplodere anche dal punto di vista sociale, dove è già arrivato dal ministero dell'Ambiente l'ok per una di queste centrali. «Il Mase lo ha fatto con un provvedimento dirigenziale, in barba alle competenze esclusive e primarie in materia urbanistica», è il grido di battaglia, «sancite dall'articolo 3 lettera F dello Statuto».

Non ne vogliono sentire i cittadini dei paesi interessati alle 88 batterie al litio cinesi divise in 11 moduli, studiate per l'accumulo dell'energia del parco eolico del Grighine. E non ne vogliono sapere neppure gli attivisti contro l'assalto eolico e fotovoltaico, tanto che per domani alle 20 hanno organizzato una manifestazione "Salviamo Mogorella-No alla centrale-bomba al litio nel cuore della Sardegna". Organizza il Presidio permanente del Popolo sardo.

L'assemblea di domani apre, dunque, un nuovo fronte della mobilitazione che si affianca al contrasto della speculazione eolica e fotovoltaica. «Sarà l'occasione per ribadire la valenza della legge Pratobello», spiega Davide Fadda del Presidio.

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