Un lamento appena percettibile proveniente da un sacchetto abbandonato in mezzo all'erba, a Simaxis. Dentro, cinque cuccioli appena nati, ancora fradici di parto, chiusi in una busta di crocchette e lasciati lì, senza alcuna possibilità di salvarsi. Quando sono stati trovati erano ancora vivi, ma in condizioni disperate: due sono morti poco dopo, mentre un terzo ora lotta tra la vita e la morte. Ha sviluppato una grave polmonite perché, subito dopo la nascita, ha inalato materiale organico che è finito nelle vie respiratorie compromettendo i polmoni.

A recuperarli è stato Jacopo Fais, educatore cinofilo, intervenuto in seguito a una segnalazione. «Ha immediatamente allertato il Comune – racconta la compagna, Simona Delogu – ma ci è stato risposto che sarebbero stati in grado di occuparsi solamente di due cuccioli». Una risposta che lascia aperti interrogativi sulla gestione di emergenze di questo tipo. I piccoli sono stati trasferiti in un rifugio di Zeddiani, dove vengono accuditi senza sosta: nutriti, curati e tenuti al caldo grazie alle coperte dei volontari. Attorno a loro si è stretta una rete di solidarietà, con cittadini che hanno donato latte, farmaci e beni di prima necessità.

Ma tutto questo non cancella la gravità del gesto. «C’è bisogno di più attenzione – aggiunge Delogu – di un censimento dei cani nelle aziende e di una campagna di sterilizzazione». Perché dietro questa storia non c’è solo crudeltà, ma un problema che continua a ripetersi.

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