Una condanna a 11 anni e due mesi è stata chiesta oggi dal pm Lorenzo Cosseddu per Andrea Giunoli, operaio 43enne accusato dell’omicidio di Francesco Salis, ucciso con una fucilata nell’agosto di due anni fa nel centro di Santa Giusta. 

In Aula davanti alla giudice Serena Corrias si è aperto il processo, con rito abbreviato, per la morte del muratore 44enne di Santa Giusta. Erano presenti anche Andrea Giuntoli, accanto ai suoi avvocati difensori Patrizio Rovelli e Marina Caria, e i fratelli della vittima Marco Salis (parte civile con l’avvocato Luciano Rubattu), Anna Carla e Ottavio Salis (tutelati da Fabio Costa). Il pm ha ricostruito quanto accaduto nella notte fra il 9 e il 10 agosto di due anni fa quando in un bar del centro del paese Andrea Giuntoli era seduto allo stesso tavolo con Salis, una sua nipote, un’amica e un altro uomo (diventato poi testimone chiave del delitto). Una serata tranquilla degenerata per un diverbio legato ad alcuni messaggini inviati da Giuntoli alla nipote di Salis.

Una lite degenerata dopo in via Dante, dove Giuntoli avrebbe dato appuntamento alla ragazza. Arrivò anche Salis, tenendo in mano una roncola, poi Giuntoli scese dall’auto ed esplose una fucilata al fianco sinistro, un colpo fatale per Salis. Giuntoli rientrò a casa, fu raggiunto dai carabinieri e ammise subito il delitto. Durante la perquisizione i militari trovarono il fucile, compatibile con i 51 pallini trovati nel corpo della vittima.

Secondo la procura quando Andrea Giuntoli colpì il compaesano Francesco Salis non c’era una imminente situazione di pericolo, né la roncola che impugnava era proporzionata a un’arma da fuoco. I difensori hanno presentato un’istanza di immediata scarcerazione di Giuntoli, ritenendo che siano decorsi i termini della misura cautelare in carcere. Il pm si è opposto alla richiesta, la giudice si è riservata e ha rinviato al 21 aprile per la discussione della difesa e delle parti civili.

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