Giornata ad alta tensioni ieri nel carcere di Massama, a Oristano, dove due detenuti hanno dato vita a una protesta che si è protratta fino a tarda sera rendendo necessario l’intervento della Polizia di Stato.

«Un episodio che, in un istituto dotato di personale sufficiente e ben organizzato, sarebbe stato gestito con tempestività e sicurezza», evidenzia il vice segretario regionale del Sinappe Giacomo Mascia. Ma che a Oristano ha evidenziato «l’assoluta impossibilità di garantire il controllo dell’istituto con l’attuale organico».

Protagonisti della protesta due detenuti, uno in regime di alta sicurezza l’altro in media sicurezza. I due sono saliti sul tetto dei passeggi e ci sono rimasti per ore, dal pomeriggio fino a tarda sera. È stato richiesto l’intervento della Polizia per scongiurare il peggio e presidiare l’esterno dell’istituto, perché a Massama la Polizia penitenziaria «non è più in grado di coprire neppure i turni minimi indispensabili».

A rendere più critico il quadro è anche la promiscuità dei circuiti detentivi, la convivenza forzata di detenuti in regime di alta sicurezza con altri meno pericolosi ha trasformato il carcere in una «polveriera», creando un clima di «tensione permanente». I detenuti in media sicurezza, infatti, spesso e volentieri solidarizzano con le azioni violente di quelli in regime di alta sicurezza, rendendo «ingestibile» qualsiasi intervento.

«La condizione dell’istituto ha superato ogni limite di tollerabilità operativa e umana», tuona Mascia, ricordando che da mesi il sindacato chiede interventi strutturali. Ma «le nostre richieste sono rimaste inascoltate: nessun potenziamento, nessuna misura correttiva, nessuna risposta concreta. Oggi non è più soltanto la sicurezza del personale a essere compromessa: è in gioco la sicurezza dell’intera collettività cittadina. Il personale è allo stremo, sottoposto a carichi di lavoro insostenibili, turni massacranti e responsabilità che non possono più essere fronteggiate con organici ridotti ben oltre ogni standard minimo». La situazione, insomma, è «fuori controllo» e richiede interventi «immediati, straordinari e non più rinviabili». 

(Unioneonline)

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