Oristano, studenti narratori: al via “La Tonnara di Flumentorigiu: un museo a cielo aperto”
I ragazzi del liceo faranno creeranno dei pannelli per i turisti e contenuti multimedialiPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Sudenti ma anche narratori del proprio territorio. All’Othoca di Oristano, questa mattina, ha preso il via il progetto di formazione scuola-lavoro “La Tonnara di Flumentorigiu: un museo a cielo aperto”. Non saranno guide professioniste o pannelli esplicativi a raccontare la storia di questo luogo della Costa Verde, bensì contenuti multimediali creati direttamente dalle studentesse e dagli studenti, accessibili attraverso QR code collocati nei punti strategici della tonnara.
A mettersi in gioco sono le classi 4M del Liceo Scientifico delle Scienze applicate e della Comunicazione e la 4E dell’indirizzo Informatica e Telecomunicazioni, un gruppo di giovani che si prepara a diventare protagonista attivo di questa operazione culturale. "L’iniziativa - si legge in una nota della scuola - poggia su un’intuizione pedagogica tanto semplice quanto efficace: per imparare davvero qualcosa, bisogna essere in grado di insegnarlo agli altri. Gli studenti coinvolti diventeranno così narratori attivi, chiamati a studiare, comprendere e poi tradurre in linguaggio multimediale la storia della pesca del tonno, le tradizioni locali, ma anche la tutela ambientale del territorio costiero e la conservazione della fauna marina. Non saranno lasciati soli in questa impresa". Un team multidisciplinare, che riunisce
esperti museali, professionisti del cinema, ricercatori scientifici e docenti di lettere, li accompagnerà in un percorso formativo che intreccia competenze diverse, dalla ricerca storica alla comunicazione visiva, dalla divulgazione scientifica alla produzione audiovisiva. La prima professionista a incontrare gli studenti è Carla Del Vais, direttrice
dell’Antiquarium Arborense e docente presso l’Università degli Studi di Cagliari. «Siamo molto grati alla professoressa Del Vais per il suo prezioso contributo - afferma il dirigente scolastico Serafino Piras - la nostra scuola ha molto a cuore il rapporto con il territorio, che può divenire autentico solo attraverso la conoscenza». «L’Antiquarium Arborense da anni porta avanti con convinzione la missione di portare il museo fuori dal museo. Non ci limitiamo ad aspettare che il pubblico varchi le nostre porte - sostiene invece Del Vais - ma andiamo incontro alla comunità, soprattutto alle giovani generazioni. In questa attività di diffusione culturale, le scuole rappresentano un partner irrinunciabile. È attraverso il dialogo continuo con gli studenti che riusciamo a far maturare nei ragazzi una vera consapevolezza del valore del proprio patrimonio culturale, in particolare quello storico-archeologico». Non si tratta solo di acquisire competenze tecniche o di arricchire il curriculum, ma di sperimentare un modo diverso di stare nel proprio territorio, di sentirsi parte attiva di una comunità che ha una storia da preservare e un futuro da costruire.
