Basta un acquazzone perché una strada sparisca sotto l’acqua e la periferia torni a fare i conti con problemi mai risolti. Succede a Oristano, dove in alcune zone muoversi in auto è tutt’altro che scontato e i disagi per i residenti sono ormai una costante. Emblematico il caso della località Is Pastureddas, dove l’asfalto lascia spazio a sterrati sconnessi e pozzanghere profonde, trasformando ogni spostamento in una piccola prova di resistenza.

D’estate il problema ha un altro volto, non meno fastidioso. La strada “diventa una gimkana obbligata”, raccontano i residenti, “si procede a passo d’uomo, schivando buche e respirando polvere”. Con la pioggia, però, la situazione precipita: «Si formano veri e propri laghi, le buche spariscono sotto l’acqua e ogni passaggio è un rischio».

Il quadro è ben presente anche in Comune. L’assessore ai Lavori Pubblici, Gianfranco Licheri, non minimizza ma mette subito dei paletti chiari sulle possibilità di intervento. «Le risorse limitate che abbiamo sono destinate alle strade comunali. Per le strade vicinali – spiega – possiamo intervenire solo su richiesta dei frontisti».

Una via d’uscita, dunque, c’è, ma passa dalla collaborazione dei residenti. «In caso di richiesta unitaria dei frontisti – precisa Licheri – il Comune può partecipare fino al 50 per cento delle spese, come previsto dal regolamento approvato dal Consiglio comunale nella consiliatura Tenda».

Nel frattempo, a ogni pioggia, Is Pastureddas continua a trasformarsi da strada a specchio d’acqua, costringendo chi ci vive a uno slalom quotidiano che ormai ha poco di straordinario.

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