Gli incontri istituzionali, i tavoli tecnici e soprattutto le promesse non sono servite a nulla, ecco perché ora i pescatori delle lagune dell'Oristanese scenderanno in piazza. E non solo con i megafoni e gli striscioni: questa volta c'è chi porterà la propria barca. Così dicono. Il prossimo 10 marzo, chi vive grazie allo stagno, si farà sentire davanti al palazzo dell’assessorato regionale della Difesa dell’Ambiente a Cagliari a partire dalle 9. Cosa è stato deciso durante una riunione che si è svolta oggi tra i presidenti del Consorzi dei compendi di Cabras, Arborea, Marceddì e Riola. Quindi Giuliano Cossu, Alberto Porcu, Antonio Loi e Raffaele Manca. 

I temi centrali della protesta sono due. Il primo riguarda l’invasione dei cormorani che continua a incidere in maniera significativa sulle produzioni nei compendi. "La Giunta regionale - si legge in una nota firmata dai presidenti dei Consorzi - sarebbe orientata ad approvare un incremento dell'indennizzo. Pur riconoscendo l'importanza del segnale, le marinerie evidenziano come l'applicazione di una percentuale fissa possa non riflettere in modo puntuale l'entità del danno effettivamente subito dalle singole realtà produttive. Si ritiene dunque che i ristori vengano parametrati al danno reale certificato per ciascun compendio lagunare, garantendo così un sostegno proporzionato alle perdite accertate".  

I pescatori ricordano poi che le attuali misure di contenimento sono calendarizzate nei soli mesi di novembre, dicembre e gennaio, ma le marinerie ritengono necessario che il calendario venga esteso anche ai mesi di febbraio e marzo,  periodo in cui l’impatto sulle produzioni lagunari risulta critico. Il secondo tema riguarda il decreto sulla pesca delle anguille, adottato, come dicono i pescatori, senza un adeguato coinvolgimento della categoria, con ripercussioni dirette sulla programmazione e sulla sostenibilità economica delle attività. 

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