Oristano, l’Othoca insegna a salvare vite
In 300 circa hanno partecipato alla scuola di primo soccorsoPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Sono circa trecento le studentesse e gli studenti, e il personale scolastico con loro, che in questo anno scolastico hanno imparato a fare qualcosa di straordinario: intervenire quando qualcuno si accascia a terra, il cuore fermo e il tempo che scorre. Il progetto si chiama “A scuola di primo soccorso”, finanziato dall’INAIL, e prevede la formazione BLSD (Basic Life Support and Defibrillation) che insegna a riconoscere un arresto cardiaco, ad attivare i soccorsi nel modo corretto, a eseguire la rianimazione cardiopolmonare e a manovrare il defibrillatore semiautomatico esterno. In Italia, l’arresto cardiaco improvviso colpisce circa sessantamila persone l’anno fuori dall’ospedale e la sopravvivenza dipende in larga misura da chi si trova nei paraggi e dalla velocità con cui interviene.
A guidare l’intero percorso formativo è la dottoressa Maria Franca Curcu, referente del Centro di Formazione IMOR di Oristano, che ha coordinato una squadra di formatori qualificati della Italian Resuscitation Council. Al suo fianco, hanno operato la dott.ssa Vincenzina Lupino, il dottor Alessandro Camedda, la dott.ssa Eleonora Carta, e gli operatori sanitari Francesco Craba e Federico Serpi; professionisti che hanno saputo trasmettere, insieme alle tecniche, il senso civile di un gesto che può cambiare tutto. Il corso BLSD, infatti, è fondamentale, perché insegna ad agire nei primi cinque minuti cruciali dopo un arresto cardiaco, quelli che, più di ogni altra cosa, determinano le probabilità di sopravvivenza.
«Saper intervenire in un’emergenza non è un contenuto in più», spiega il dirigente scolastico Serafino Piras, «ma una responsabilità che il nostro istituto ha scelto di assumersi verso la comunità, perché la scuola non è solo luogo di apprendimento, ma spazio in cui si costruiscono competenze reali per la vita e un senso autentico di responsabilità civile». A partire dal prossimo anno scolastico, infatti, il progetto verrà offerto in modo strutturale a tutte le classi quarte e quinte dell’Othoca, con l’obiettivo di formare sistematicamente le studentesse e gli studenti, per fare in modo che la competenza salvavita sia parte integrante dell’esperienza scolastica.
Ogni persona che sa usare un defibrillatore è, potenzialmente, un anello aggiunto a quella catena della sopravvivenza che le statistiche premiano con la vita. L’Othoca ha deciso di contribuire a formarne il maggior numero possibile.
