Si ride, ci si commuove e si riflette, in un ospedale che ha quasi quattrocento anni ma sembra appartenere all’oggi. Va in scena questa sera, domenica 1 novembre, alle 20, al Teatro Antonio Garau “Lo Spedale”, dramma burlesco in un atto su libretto di Antonio Abati, inserito nelle iniziative dell’Ottobre in Rosa 2026 per la prevenzione del tumore al seno. Lo spettacolo di beneficenza è organizzato dall’associazione Le Belle Donne APS Oristano, con il patrocinio di Provincia, Comune di Oristano e Fondazione Oristano.

Sul palco il Karalis Antiqua Ensemble, formazione che riunisce artisti internazionali, con la direzione artistica e musicale di Federico Fiorio al clavicembalo e organo portatile. Fiorio è anche interprete del Forestiero. Con lui, nei panni dei personaggi che popolano la corsia, Carlo Maria Dessalvi (il Cortigiano), Ilaria Corona (l’Innamorato), Federica Moi (il Matto), Nicola Marras (il Povero) e Federico Melis (il Medico). L’ensemble strumentale è completato da Federica José Aré al violone, Martina Atzeni al fagotto, Noemi Mulas al clavicembalo e Luca Murgia alle percussioni.

A presentare la serata è Maria Cadeddu, presidente dell’associazione: «Siamo davvero felici di portare a Oristano uno spettacolo che unisce bellezza e cultura. Sul palco ci sarà Federico Fiorio, un soprano dalla voce meravigliosa, che il pubblico potrà ascoltare in una veste particolare. E poi c’è la storia: le vicende e i drammi di questo ospedale del Seicento, ahimè, non si discostano di molto dal nostro presente. È questo che rende l’opera così attuale, e credo che ognuno di noi potrà ritrovarvi qualcosa di sé». Dietro la serata c’è, però, un impegno che dura tutto l’anno. «La nostra associazione lavora costantemente con un obiettivo principale: fare prevenzione», spiega la presidente. «Andiamo nei comuni, specialmente in quelli più piccoli, potendo contare sul supporto di medici e professionisti sanitari, ai quali siamo grati, che mettono a disposizione le proprie competenze, il proprio tempo e la loro professionalità, prestando la loro opera a titolo volontario. Insieme cerchiamo di insegnare alle donne, spesso abituate a prendersi cura degli altri prima che di sé stesse, l’autopalpazione e, più in generale, l’ascolto di sé e del proprio corpo».

Un messaggio fondamentale, che la serata di oggi vuole amplificare, trasformando il teatro in un luogo di consapevolezza oltre che di bellezza. «Vi aspettiamo al Teatro Garau», è l’invito di Cadeddu, «per sostenere insieme questa causa con un’esperienza di cultura indimenticabile».

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