Oristano, il prefetto: «La legge è legge, Sartiglia con il caschetto»
Continua il dibattito sull’applicazione del decreto Abodi nella giostra equestrePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
La sicurezza prima di tutto. Senza sconti né deroghe. E non ci sono tradizioni secolari e riti identitari che tengano.
Il decreto Abodi, che tanto scalda il clima pre Sartiglia, è chiaro ma è precisato ancora meglio dal prefetto Salvatore Angieri.
«La giostra equestre rientra appieno nel Dpcm, auspichiamo che venga rispettato». Il dibattito In città l’ipotesi di far indossare un caschetto a Componidori e cavalieri sembra quasi un sacrilegio. Angieri, dopo due Sartiglie, ormai conosce l’ambiente ed è anche per questo che con largo anticipo aveva parlato del decreto. «Fin dalla prima riunione di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza a fine novembre, ho comunicato le novità del Dpcm – spiega - erano presenti anche il sindaco e il presidente della Fondazione Oristano». Sono trascorsi mesi ma è solo nelle ultime settimane che il dibattito si è acceso con Gremi, cavalieri e Fondazione (che in via preventiva ha comunque acquistato 120 caschetti e paraschiena) decisi a tutelare l’identità della storica giostra.
Nell’articolo 3 del Dpcm c’è un riferimento a tradizioni e consuetudini locali. «Ma sempre nel rispetto delle disposizione del decreto» ribadisce il prefetto. Non sono ammesse deroghe né distinzioni fra corsa alla stella o pariglie. «Dobbiamo fare in modo che tutto si svolga in modo sereno – aggiunge – abbiamo sempre detto che se i cavalieri non dovessero indossare i dispositivi di protezione non saremmo noi a bloccare la Sartiglia. Ovviamente la responsabilità è loro, in primis dell’organizzatore e poi individuale».
Gli scenari – Questione delicatissima anche se l’Ardia di Sedilo si è svolta secondo tradizione: nessun caschetto al santuario. «Il sindaco si era assunto la responsabilità» spiega il prefetto, che l’estate scorsa chiese al Ministero un parere proprio per la corsa di San Costantino. Dall’ufficio legislativo del ministero della Salute era stato chiarito che «una manifestazione, già autorizzata negli ultimi 4 anni, si può svolgere dietro segnalazione dell’organizzatore».
Nel caso della Sartiglia che succede? «L’organizzatore dovrebbe dichiarare il rispetto delle norme e presentare un’istanza all’autorità competente che è il Comune – spiega – E visto che si tratta di un atto amministrativo, è il dirigente alla fine ad autorizzare l’evento sulla base del parere della Commissione provinciale per la sicurezza». Angieri sottolinea che anche in quella sede ci sarà l’invito al rispetto del decreto. «Abbiamo suggerito di trovare caschetti meno impattanti sulle maschere, fino all’ultimo va cercata una soluzione che concili tradizione e sicurezza».
Infine l’appello: «Non dovremmo dividerci su simili temi, è anche una questione di buon esempio per i giovani: la legge, anche se non ci piace, va rispettata – ribadisce il prefetto – In questo caso è a tutela di cavalieri, cavalli e pubblico. Anni fa non c’erano le misure di sicurezza di oggi, gli spettatori erano a ridosso dei cavalli ma i sistemi di protezione sono stati accettati e si è cresciuti tanto. Questo deve essere il nostro obiettivo, confido nel senso di responsabilità di cavalieri, Gremi e Fondazione».
