L'incidente stradale avvenuto due giorni fa all'incrocio tra San Quirico e la strada provinciale 67, in direzione Palmas, che ha visto coinvolti un autobus dell’Arst, impegnato nel servizio di trasporto urbano diretto da San Quirico a Simaxis, e una Lancia Y, continua a far discutere.

Lo scorso aprile gli autisti della linea urbana avevano segnalato le criticità di quel tratto di strada al direttore della sede di Oristano, Sandro Demurtas, e a quello della sede centrale, Carlo Poledrini, tramite una nota corredata da una raccolta firme promossa dagli autisti dei pullman che lavorano in città, comprese le frazioni. La documentazione era stata inviata anche al Comune di Oristano e alla Polizia locale, ma ad oggi nulla è stato risolto.

«Lo stop per uscire da San Quirico si trova in mezzo a due curve, una a destra e una a sinistra», ricordano diversi autisti. «Quando usciamo dallo stop diventiamo un bersaglio per le macchine che transitano su quella strada. Quando ci fermiamo non c'è proprio visibilità. Per noi è un problema, perché abbiamo un mezzo più lungo di un'automobile e, inoltre, i nostri autobus non hanno una grande ripresa: quando spuntiamo siamo molto lenti a liberare l'incrocio. In quel momento rischiamo di essere investiti, esattamente quello che è successo due giorni fa. I mezzi che percorrono quella strada ci vedono all'ultimo momento e non fanno in tempo a evitarci».

Nel documento si parlava di rovi e vegetazione alta ai lati della strada che, oltre a mettere a rischio il mezzo, riducono la visibilità, aumentando il pericolo durante le manovre. Era stato inoltre segnalato che, a causa della ridotta ampiezza della carreggiata, i mezzi da 12 metri sono costretti a invadere la corsia opposta durante la manovra. Ma è stata evidenziata anche la presenza di pali, di auto parcheggiate che ostacolano il transito e di canali non visibili a causa dell'erba alta.

Il testo della petizione si concludeva con un appello dei lavoratori: «Si richiede un intervento urgente di verifica e messa in sicurezza dei tratti interessati e la risoluzione, con urgenza, di tutte le criticità. Ma anche la modifica del percorso delle linee o l'impiego provvisorio di mezzi più corti e più idonei al servizio».

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