Il gruppo è appena nato e avanza già le prime richieste. Lo scorso venerdì si è costituito il Coordinamento delle Associazioni dei Diportisti. Alla prima riunione erano presenti  tutte le associazioni dei diportisti della Provincia di Oristano, numerose associazioni di subacquei, di pescatori sportivi e, inoltre, di operatori economici del settore, di cooperative di pescatori professionali.

L'obiettivo del Coordinamento è quello di coinvolgere pienamente gli operatori economici del settore, i commercianti, gli artigiani, i pescatori professionali e le relative associazioni di categoria.
Nel corso della discussione sono stati esaminati vari argomenti tra cui la necessità assoluta di dotare la provincia di Oristano, e l’intera costa occidentale della Sardegna, di strutture portuali e di servizi alla nautica.

«Servizi dei quali la parte occidentale della Sardegna è quasi totalmente priva, pur essendo la costa più esposta alle mareggiate dell’intera Isola - si legge in una nota del Coordinamento - Un divario infrastrutturale che penalizza questa parte della Sardegna dal resto della regione. Carenze che limitano pesantemente le capacità di sviluppo dell’economia e dell’occupazione. Un deficit che deve essere colmato con interventi di qualità e in tempi brevi. Immaginare un reale sviluppo turistico costiero, inteso anche come volano per la crescita economica e occupazionale delle zone interne, senza prevedere adeguate strutture portuali e di servizio appare un’illusione insostenibile».  

Le richieste prevedono la piena riqualificazione delle strutture esistenti (Bosa, Torregrande, Marceddì), la costruzione di nuovi porti e di valide strutture di servizio come scali di alaggio, porti a secco e campi boe. Durante la riunione sono stati affrontati anche i limiti imposti dalla presenza delle servitù militari. 
Il Coordinamento ha anche affrontato il problema delle concessioni demaniali, in scadenza nel 2027 e che dovranno essere rinnovate a partire da quest’anno. «Il grave ritardo che si registra rischia di penalizzare le associazioni del settore e, addirittura, di determinarne la scomparsa - si legge nella nota - Così come si è sottolineato con energia che le associazioni che svolgono un importante ruolo sociale, con soci che pagano di tasca per assicurare alla collettività importanti servizi non possono e non devono pagare come e quanto pagano gli operatori economici che dalle concessioni ricevono lauti guadagni». 
A breve il coordinamento chiederà un confronto con la Regione. 

© Riproduzione riservata