Milioni di euro impantanati e lontani dalle aziende, in particolare dai giovani agricoltori, che dovrebbero rappresentare il futuro del comparto.

È il quadro emerso questa mattina ad Oristano durante il primo dei quattro incontri territoriali promossi da Coldiretti per fare il punto sulle criticità che continuano a frenare i settori agro zootecnici dell’Isola.

Il confronto ha restituito uno spaccato delle difficoltà in atto. Sul bando investimenti, ad esempio, risultano ancora fermi 107 milioni di euro: di questi, 75 milioni già programmati ma bloccati dalle maglie della burocrazia e altri 32 milioni che non sono stati nemmeno messi a bando. Una situazione che pesa in modo particolare sui giovani, se si considera che l’ultimo bando per il primo insediamento risale a giugno 2022 e che, sulla nuova programmazione, devono essere ancora programmati almeno 40 milioni di euro per circa mille giovani agricoltori in attesa di risposte concrete.

Da qui la richiesta di accelerare su una partita decisiva per dare prospettive reali alle aziende e futuro alle nuove generazioni.

Per il presidente di Coldiretti Oristano, Paolo Corrias «i ritardi accumulati nella programmazione e l’immobilismo amministrativo stanno impedendo a molte imprese di cogliere opportunità fondamentali, soprattutto per i giovani che vorrebbero investire in agricoltura - dice - non è semplice recuperare anni di stallo, ma oggi servono scelte chiare e assunzioni di responsabilità: personale qualificato nei ruoli giusti, una riforma dell’assessorato e degli enti regionali e un investimento serio sulla formazione per rendere la macchina pubblica più efficiente».

Emanuele Spanò, direttore Coldiretti Oristano, ha aggiunto: «Senza tempi certi e procedure snelle diventa impossibile programmare investimenti e garantire continuità alle imprese agricole».

A delineare il quadro generale è stato il presidente di Coldiretti Sardegna, Battista Cualbu: «Abbiamo bisogno di giovani che credano in questo comparto ma i giovani vanno sostenuti e oggi mancano le condizioni per farlo. Vogliamo costringere la politica a dare risposte concrete: troppo spesso si parla di agricoltura solo quando emergono le crisi».

Il ciclo di incontri proseguirà nelle prossime tappe: venerdì a Sassari, sabato nel Nuorese e successivamente a Cagliari, con l’obiettivo di trasformare il confronto con i territori in proposte operative da portare sui tavoli istituzionali.

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