Dopo ormai due mesi dalla grande protesta a Baratili San Pietro, durante la quale le strade erano state invase dai passeggini, qualcosa si muove.

La direttrice generale della Asl di Oristano Grazia Cattina ha incontrato oggi, nella sede legale dell’azienda, la delegazione dei genitori dei bambini privi di assistenza pediatrica, composta da Alessio Fanari, Anna Tassara e Sarah Menouer e dalla pediatra Maria Antonietta Grimaldi, che offre al comitato un supporto tecnico e professionale. I rappresentanti dei genitori hanno avanzato non solo delle richieste, ma anche delle proposte per migliorare l’assistenza pediatrica sul territorio.

«Un risultato tangibile a oggi»,  affermano le famiglie, «è l’operatività della pediatra di libera scelta recentemente entrata in servizio, la dottoressa Gaia Serrau, che sta avanzando con il rilascio del nulla osta per i piccoli pazienti residenti in altri ambiti territoriali».

Quanto agli Ascot pediatrici, ha detto Alessio Fanari, portavoce del comitato, «possono rappresentare una soluzione immediata, ma non strutturale, per garantire il diritto alla salute dei nostri bambini».

Necessario, per i genitori, avere dei tempi certi sull’attivazione degli ambulatori straordinari, sul richiamo dei medici in pensione e sul bando per la ricerca di nuovi pediatri di libera scelta. La delegazione ha anche avanzato la richiesta di velocizzare i percorsi di accesso al Pronto soccorso per i bambini. 

«Sarebbe poi opportuno rendere maggiormente attrattive le sedi di pediatria di libera scelta carenti»,  hanno osservato i genitori. Una richiesta che già a livello regionale ha trovato una risposta nel nuovo contratto integrativo regionale per la pediatria di libera scelta, che prevede incentivi economici di 1000 euro per i pediatri che optano per le sedi disagiate e di 1800 euro per quelli che optano per quelle disagiatissime. Non solo: la delegazione ha proposto un rilancio dei Consultori familiari, con il potenziamento delle strutture territoriali in termini di personale e strumentazione, ma anche un’organizzazione del lavoro nelle Case della Comunità di prossima attivazione in cui il lavoro di specialisti e di pediatri sia maggiormente integrato. Infine, ha aggiunto la dottoressa Grimaldi, «andrebbero sperimentati dei percorsi che consentano ai pediatri di libera scelta di essere liberati da un carico burocratico che assorbe molta parte del loro tempo e delle aggregazioni di professionisti che rendano più efficace il loro lavoro». Soluzioni in larga parte condivise dalla direttrice generale Grazia Cattina, che fin dal suo insediamento sta lavorando sia per una soluzione a breve termine, con l’attivazione degli Ascot pediatrici, sia per una riorganizzazione strutturale dell’assistenza primaria che possa dare risposte più adeguate ai pazienti nel medio e lungo periodo.

«Gli Ascot pediatrici»,  ha precisato la direttrice, «vedranno operare i pediatri con modalità specifiche per un’utenza con bisogni di salute peculiari, differenti rispetto a quelle definite per gli Ascot degli adulti».

Inoltre la dottoressa Cattina ha evidenziato il lavoro che si sta facendo per il miglioramento dei percorsi intraospedalieri di fast track pediatrico, così da accelerare – come richiesto dai genitori – la presa in carico dei piccoli pazienti. Azioni che rientrano in un più ampio disegno per la riorganizzazione dell’assistenza pediatrica di base.

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