Il Museo Diocesano Arborense apre le porte a “Germogli ostinati” di Gianni Casagrande
Un percorso in cui pittura, musica e parola si intrecciano senza soluzione di continuitàPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Domani, sabato 11 luglio, alle ore 18.30, il Museo Diocesano Arborense inaugura “Germogli ostinati”, la personale di Gianni Casagrande curata da Antonello Carboni e Silvia Oppo. La mostra, a ingresso libero, costruisce un percorso in cui pittura, musica e parola si intrecciano senza soluzione di continuità. Protagonisti delle tele sono bambini che attraversano il mondo, accompagnati da animali e segni misteriosi che si fanno tracce da seguire, ricercare, decifrare. Boschi, acqua, silenzi: sono gli scenari incantati in cui i personaggi di Casagrande diventano essi stessi enigmi della realtà, lasciando affiorare, quasi in filigrana, la traccia di un tempo segnato dal conflitto e dalla guerra.
«In queste opere l’infanzia non è soltanto una stagione della vita, ma il luogo in cui il futuro prende forma», spiega la direttrice del museo, Silvia Oppo, presentando l’esposizione. «I germogli sono sempre figli di Dio e i protagonisti delle tele di Casagrande si muovono nel rebus della quotidianità, o anche solo nell’enigma di un pensiero. Sono paesaggi fantastici, senza tempo, dove la natura vive in armonia con l’uomo, ma che attraversano la contemporaneità con una precisa attenzione etica». Il titolo della mostra racchiude, secondo la curatrice, il senso profondo dell’intero progetto. «Germogli ostinati è il disegno di un Dio che rende le sue creature ostinate nella costruzione di un messaggio di pace e amore, anche quando i frutti si fanno amari, perché la terra è ormai avvelenata per mano dell’uomo», osserva ancora Oppo. «L’invito che rivolgiamo al visitatore è di guardare, ma anche di ascoltare. Le musiche e le opere originali di Casagrande raccontano una ricerca che va oltre la banalità del quotidiano, oltre la verità apparente che le immagini della realtà ci offrono». Un pensiero che si sofferma sul rapporto tra presente e avvenire attraversa tutta l’esposizione. «Il futuro entra in noi prima che accada», continua la direttrice. «Non è qualcosa di lontano e impossibile, ma cresce già dentro di noi, è nei volti dipinti da Casagrande, che riflettono le domande e le inquietudini del nostro tempo. Sono germogli che continuano a cercare la luce anche quando il terreno appare ferito. Attraverso il dialogo tra arte, musica e parola, chiediamo al visitatore di interrogarsi sul rapporto tra l’uomo e il creato, tra l’uomo e l’uomo, sulla responsabilità verso le nuove generazioni e sulla forza della vita che, con ostinazione, continua a germogliare anche nelle condizioni più difficili».
Con questa esposizione, il Museo Diocesano Arborense rinnova il proprio impegno nel promuovere l’arte contemporanea come occasione di dialogo tra cultura, spiritualità e società, nella convinzione, ribadita dalla direttrice, «che la bellezza possa ancora offrire strumenti per leggere il presente e immaginare il futuro».
