I nonni si raccontano all'Unla, tra entusiasmo e malinconia
Ad aprire i lavori sono stati Marcello Marras, direttore dell’UNLA, e la pediatra Maria Antonietta Grimaldi, che hanno introdotto il tema e i relatori della serataPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
C’è una stagione della vita che sa essere al tempo stesso gioiosa e malinconica, piena di slancio verso il futuro e profondamente radicata nel passato. È la stagione dei nonni, al centro dell’incontro in programma di ieri presso il Centro Servizi Culturali UNLA di Oristano.
Ad aprire i lavori sono stati Marcello Marras, direttore dell’UNLA, e la pediatra Maria Antonietta Grimaldi, che hanno introdotto il tema e i relatori della serata. Il pomeriggio si è sviluppato in tre momenti distinti. Nel primo, Giulia Fiore, nonna e professional counselor, ha condiviso alcune riflessioni personali sull’esperienza di essere nonna, mettendo in luce gli aspetti più luminosi e generativi che questo ruolo porta con sé. Il suo intervento ha toccato alcune scoperte capaci di rendere entusiasmante questa fase della vita: la ri-scoperta del pensiero magico e del potere della fantasia, il senso del legame con il passato e il flusso della vita che si rinnova, sintetizzato nella bella immagine del “vedere l’alba dentro l’imbrunire”, ma anche la leggerezza di una relazione libera da aspettative e la capacità di farsi da parte per godere appieno del momento presente.
La psicologa e psicoterapeuta Elena Pezzoli, invece, ha esplorato il lato più ombreggiato dell’esperienza, quella che lei chiama la “malinconia del futuro”. «La consapevolezza che un legame tanto vitale e prezioso è, per sua natura, destinato a chiudersi può sembrare un peso», spiega Pezzoli, «eppure proprio questa consapevolezza, se accolta con lucidità, può trasformarsi in una spinta a vivere con maggiore libertà e leggerezza».
Il terzo e ultimo momento dell’incontro è stato poi riservato ai nonni e alle nonne presenti in sala, chiamati a condividere le proprie scoperte gioiose e le piccole rivelazioni che questo ruolo ha riservato loro. Un invito a trasformare un pomeriggio di riflessione in un momento di dialogo autentico e partecipato.
