Furti, raid vandalici, molestie e spogliarelli in centro: «Il centro migranti per minori a Cabras va chiuso»
Il sindaco Abis: «Ormai è un’emergenza quotidiana, abbiamo chiesto ufficialmente la chiusura al Prefetto»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Furti nelle auto e nelle case, danneggiamenti, rapine, molestie ai danni delle donne e spogliarelli nel centro del paese. A Cabras continuano i gravi episodi che vedono protagonisti diversi ospiti del centro migranti per minori di via Toscana. Tanti sono stati denunciati dai cittadini che non nascondono di aver paura di uscire di casa. Ecco perché il sindaco, Andrea Abis, ieri ha chiesto ufficialmente la chiusura della struttura.
Le denunce
Nella caserma dei carabinieri di via Tharros aumentano le denunce dei cabraresi. Tanti cittadini, invece, si sfogano sui social, postando video e foto nella speranza che qualcuno intervenga per allontanare chi, da mesi, adotta comportamenti non corretti. Problemi anche all’interno del centro di accoglienza. Oltre ai danni alla struttura, diversi operatori hanno subito atti di violenza e molestia. La maggior parte dei ragazzi resta in giro tutto il giorno, compresa la notte nonostante il divieto di uscire dalla struttura all’imbrunire.
La paura
L’ultimo episodio di cui da giorni tutti parlano riguarda le molestie nei confronti di una quarantenne: «È successo nel centro storico, all’imbrunire - racconta la donna - Erano in sei, mi hanno salutato, ridevano divertiti. Poi uno ha allungato la mano per toccare il mio seno. Sono rimasta senza fiato, poi per fortuna sono scappati. Pochi giorni dopo ho incontrato lo stesso ragazzo che mi sfidava con lo sguardo, mi provocava, e aveva una bottiglia di vetro nascosta sotto la maglietta. Ho avuto paura. Alla fine mi sono rivolta ai carabinieri».
«Troppi problemi»
Il sindaco, Andrea Abis questa volta è deciso: «Siamo perfettamente a conoscenza dei problemi relativi alla gestione del centro d’accoglienza straordinaria dei minori stranieri non accompagnati di via Toscana. Ci lavoriamo tutti i giorni e l’impegno da parte dell’amministrazione comunale e dei servizi sociali è diventato gravosissimo, così come gli interventi dei carabinieri, con i quali collaboriamo quotidianamente, sono innumerevoli e hanno portato all’allontanamento da Cabras dei minori che hanno agito con comportamenti sbagliati o illeciti». Il sindaco sottolinea anche che «Cabras è sempre stata una comunità aperta, di grande accoglienza e che sta facendo moltissimo a livello regionale, perché ospita uno dei due centri per minori aperti in Sardegna dallo Stato. Tuttavia la politica del Governo nazionale è totalmente inadeguata a garantire la gestione dei Cas e di fatto scarica le problematiche reali sulle comunità locali che vengono lasciate sole, senza strumenti e senza potere di intervenire efficacemente nella gestione di quella che è diventata oramai emergenza ordinaria».
«Centro da chiudere»
Infine Andrea Abis annuncia che «ieri, nel corso di un incontro richiesto al prefetto, unica autorità pubblica titolare in materia dei centri Cas, con la partecipazione della Garante regionale dei diritti dei minori, abbiamo chiesto la chiusura del Cas minori, a meno di un cambio immediato nella gestione del centro. Martedì saremo a Cagliari dalla presidente Todde che ha dato immediata disponibilità a un incontro».
Sara Pinna
