Delitto di Chiara Carta, i medici: «Disagio profondo della madre»
La tredicenne era stata uccisa dalla madre Monica Vinci tre anni faUn profondo malessere interiore sconfinato in vera psicosi. I confini sono sempre quelli di un disagio radicato, una perdita di contatto con la realtà che avrebbe portato Monica Vinci a togliere la vita a sua figlia Chiara Carta.
Ieri i medici, chiamati a testimoniare davanti alla Corte di Assise di Cagliari, hanno confermato le difficoltà riscontrate nella 54enne, anche prima di quel tragico 18 febbraio 2023 quando nella casa di Silì colpì la figlia con un coltellino.
Il pm Valerio Bagattini ha chiamato alcuni medici che avevano avuto in cura la donna, oggi ospite della Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza (Rems) a Capoterra. È stato sentito Piergiorgio Salis, ex responsabile del reparto di Pschiatria del San Martino di Oristano, che l’aveva seguita per circa un anno e mezzo dopo il primo ricovero in ospedale. In quel periodo ebbe un attacco psicotico gravissimo con un delirio mistico a conferma che il malessere era risalente nel tempo.
Poi è stata la volta del professor Bernardo Carpiniello, specialista in Psichiatria e psicoterapia, che visitò Monica Vinci in occasione della richiesta di nomina di un amministratore di sostegno. Ha sostenuto che all’epoca era capace di intendere e volere in riferimento alla capacità genitoriale ma aveva anche consigliato controlli periodici e monitoraggi costanti visti gli episodi pregressi.
Infine è stato Giovanni Guiso, direttore del reparto di Pschiatria del San Martino, a rispondere alle domande di pm, difesa (con l’avvocato Gianluca Aste) e di parte civile (con Anna Paola Putzu che assiste Piero Carta, padre di Chiara). Il primario ha affermato di aver conosciuto Monica Vinci tre anni fa, quando la prese in carico dopo l’omicidio e il tentativo di suicidio. Restò ricoverata a lungo e per tutto il periodo sarebbe rimasta catatonica, quasi completamente priva di reazioni o interazioni con l’ambiente circostante. Chiusa l’istruttoria si torna in aula l’8 luglio per la discussione.
