Cabras, via alla festa: 500 scalze trasportano Santu Srabadoreddu tra lacrime ed emozioni
Il piccolo simulacro rimarrà esposto nella chiesetta lunedì 7 settembrePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
I fazzoletti che avvolgono i loro volti sono zuppi, hanno assorbito il sudore per tre ore. Nessuna di loro ricorda di aver vissuto una giornata così calda come quella di oggi. Sono le 9 in punto quando, all'ingresso del villaggio di San Salvatore, arrivano 500 scalze a piedi: ad accoglierle ci sono i loro familiari, ma anche tanti turisti e monsignor Giuseppe Sanna. Sono stanche, affaticate. C'è chi a stento riesce ancora a camminare, chi piange. Chi chiede acqua. Ma tutte sono felici di avercela fatta, anche questa volta. Sono arrivate nel villaggio di San Salvatore dopo aver percorso otto chilometri a piedi tra i sentieri sterrati del Sinis per trasportare Santu Srabadoeddu dalla chiesa di Santa Maria a Cabras all'antico villaggio.
Per loro è un dovere, un modo per stare serene tutto l'anno. Così raccontano, dopo ore di fatica, preghiere, canti, lacrime e tanto caldo. Sono partite all'alba indossando il costume tradizionale del paese. Il piccolo simulacro rimarrà esposto nella chiesetta lunedì 7 settembre, quando Santu Srabadoeddu tornerà a Cabras. Le donne ripercorreranno il tragitto inverso e solo a quel punto il voto sarà sciolto.
«Con l'arrivo di Santu Srabadoeddu a San Salvatore entra nel vivo uno degli appuntamenti più importanti dell'anno per Cabras. Gli undici giorni di festa coinvolgono l'intera comunità e rappresentano un momento di grande partecipazione, capace di unire il valore della tradizione alla vita civile del paese. Il nostro impegno è quello di accompagnare questi giorni con attenzione e responsabilità, valorizzando una manifestazione che appartiene profondamente al territorio e che continua ad attirare partecipanti e visitatori», dichiara il sindaco di Cabras Andrea Abis. «Per noi questo cammino comincia molto prima della partenza - dichiara la presidente dell’associazione Santu Srabadoeddu Maria Francesca Spanu - C’è la preparazione degli abiti, il fazzoletto sistemato sul capo, le preghiere che conosciamo da sempre. Quest'anno abbiamo avuto con noi tantissime ragazze giovani, e questo è forse l'aspetto che ci emoziona di più: sapere che quello che abbiamo ricevuto dalle nostre famiglie non si ferma a noi, ma continua attraverso chi oggi cammina per la prima volta accanto alle proprie madri e alle proprie nonne».
Da oggi nelle piccole case in ladrini è iniziata la festa. Le prossime emozioni si vivranno sabato prossimo, di mattina. A calpestare gli stessi sentieri del Sinis di corsa saranno gli scalzi, in tutto 900, per trasportare in spalla il simulacro del Santo.
