L'odore di alloro ha invaso il paese. L'aria che si respira è magica: a Cabras il giorno tanto atteso è arrivato. Domani mattina, all'alba, 900 corridoi rinnoveranno il rito della corsa degli scalzi tra gli sterrati del Sinis.

Otto chilometri per accompagnare il simulacro di San Salvatore in spalla, dalla chiesa di Santa Maria fino a quella del villaggio. Un rito antico per ricordare l'impresa di un gruppo di pescatori e contadini che salvarono la statua dalle incursioni saracene portandola di corsa dal paese a San Salvatore, a piedi nudi e con un mazzo di frasche legato alle caviglie: uno stratagemma per sollevare la polvere e spaventare i nemici facendo credere di essere numerosi. Almeno questo è il racconto che gli anziani tramandano.

La giornata inizia alle 6 con la messa celebrata dall'arcivescovo Roberto Carboni. Al termine della celebrazione il simulacro lascerà la Pieve e sarà accompagnato verso via Tharros. All'altezza del ponte, l'ultimo atto prima della corsa, intorno alle 7.30: la portantina con il Santo verrà coperta e solo a quel punto gli 900 corridoi si lasceranno alle spalle il paese. L'arrivo a San Salvatore un'ora dopo, la gioia esploderà fra lacrime ed entusiasmo. Poi sarà festa per tutta la giornata. 

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