La scelta del giorno cade a pennello. Nel calendario scolastico, il 20 gennaio è dedicato alla Giornata del rispetto in memoria di Willy Monteiro Duarte, il giovane ucciso nel 2020 mentre cercava di difendere un amico da un'aggressione.

Proprio ieri, nella scuola secondaria di primo grado di Cabras, si è parlato di violenza, bullismo e aggressioni ai danni dei più deboli. Questo anche alla luce degli ultimi tristi episodi che si sono verificati a Cabras.

Temi che sono stati affrontati in occasione della visita pastorale dell'arcivescovo monsignor Roberto Carboni a Cabras. Ieri ha incontrato gli studenti del plesso di via Trieste, guidato dal dirigente Paolo Figus. Un faccia a faccia durato quasi due ore, tra domande, riflessioni e tanti consigli per il loro futuro. 

Sono stati gli stessi studenti a chiedere a monsignor Carboni il perché di tutta questa aggressività da parte degli adolescenti.

«I giovani non sono cattivi, che sia chiaro - ha detto Carboni - Dobbiamo chiederci che tipo di famiglie ci siano dietro questi ragazzi. Sono genitori presenti? Che capiscono i loro bisogni? Forse no. Il problema è proprio questo. Parlo dei genitori, ma in generale di tutti noi adulti. Se nella società succede questo, è perché nessuno di noi li ha ascoltati. I giovani spesso sbagliano perché non riescono a esprimersi in altri modi. Dobbiamo quindi fermarci e capire da cosa sono tormentati. Dobbiamo fare un passo verso di loro». Carboni poi va al sodo: «Molti ragazzi sono stati abbandonati ai loro tablet e ai social, strumenti che però non forniscono le risposte adeguate ai loro bisogni». Poi lancia un appello: «Anche i vostri professori sono pronti ad ascoltarvi, fanno parte della vostra crescita culturale».

Carboni è chiaro sull'uso improprio del cellulare: «È come il coltello: è utile per tagliare, ma può uccidere. Questo strumento va utilizzato bene, con etica. E non per danneggiare altre persone. Non dimenticate poi l'importanza di coltivare i rapporti con le persone reali, non virtuali».

Durante la mattinata sono state tante le domande rivolte a Monsignor Carboni. A chi gli ha chiesto se, a 12 anni, fosse credente lui ha risposto subito di sì. C'è chi gli ha domandato cosa è per lui la pace: «Non avere pensieri aggressivi verso le persone - ha detto - non fare del male». Domanda inaspettata: «Quanto vengono pagati i sacerdoti? Circa 1.300 euro, l'arcivescovo un po' di più».

C’è poi chi ha chiesto quale sarà la sfida più difficile per loro: «Trovare lavoro. Solo però con la formazione, la cultura e la conoscenza si potrà andare avanti».

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