Cabras, il rito degli scalzi tra lacrime e polvere: folla di turisti e fedeli ad assistere alla corsa
Ieri sera in tantissimi hanno invaso il paese lagunarePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Sembra che tutti vogliano condividere il loro sacrificio. Se i fedeli potessero abbracciare i corridori, una volta fermi dopo la grande fatica e con i sai bianchi zuppi di sudore e polvere, lo farebbero. Per dire a tutti un semplice grazie, come se quell'esercito umano corresse per chiedere il bene per l'intera comunità che esalta per loro.
Quella per San Salvatore è diventata una fede contagiosa. Mai come questa volta si era vista tanta gente attorno a quell’esercito di uomini vestiti di bianco. Fedeli arrivati da ogni angolo dell'isola, ma soprattutto turisti che lasciano il Sinis affascinati dal rito.
Ieri sera 900 corridori hanno riportato il simulacro di San Salvatore dal villaggio campestre al paese lagunare: è l'ultimo atto della Corsa degli Scalzi. Sono le 19.30 e la bandiera rossa si vede in lontananza. Eccoli, si vedono. Nonostante la stanchezza, i corridori sono velocissimi e arrivano a Cabras come dei veri vincitori.
Vengono accolti dal calore del loro paese, vestito a festa e invaso dai turisti. Il tramonto alle loro spalle sembra voglia incorniciare questo grande momento di fede che a Cabras unisce tutti. In onore del Santo i mortaretti si fanno sentire per quasi mezz'ora.
Gli Scalzi, partiti dall'antico villaggio del Sinis alle 18:30, hanno percorso lo stesso tragitto di sabato mattina, avvolti dalle nuvole di polvere e con il Santo in spalla. Il loro Gesù anche questa volta li ha aiutati. Così raccontano una volta arrivati all'ingresso del paese stanchi, doloranti, assetati. C'è chi zoppica, chi a stento sta in piedi dopo aver chiesto a San Salvatore qualcosa che non si può svelare.
Per loro è l'ora delle lacrime, degli abbracci. Ma anche della felicità per avercela fatta. «La fatica è stata tanta, ma è proprio nel camminare e correre insieme che risiede la forza di questa straordinaria manifestazione. È nella condivisione della fatica e nel sostegno reciproco che San Salvatore trova il suo significato più profondo. Anche quest’anno abbiamo seguito ogni momento del percorso, mantenendo alta l’attenzione sulla sicurezza, perché tutti i corridori potessero procedere nel modo più sereno e sicuro possibile. Un coordinamento non scontato per una manifestazione che ha ormai assunto una risonanza oltre i confini regionali» afferma il sindaco Andrea Abis.
«Siamo grati di aver mantenuto la nostra promessa facendo sì che la nostra festa continui ad essere viva in tutti gli aspetti, anche quelli più profondi, che sono nascosti ma che si ripetono di anno in anno senza mai cambiare. L'augurio più affettuoso a chi ci seguirà nel futuro è che si continui a percorrere questa strada con fede e rispetto» afferma soddisfatto il presidente del Comitato organizzatore dei festeggiamenti civili Roberto Matta.
