Cabras, il centro migranti non chiude e M5S attacca Meloni: «Sardegna abbandonata, i sindaci pagano l’assenza del Governo»
Nell’incontro in Regione Todde si impegna a realizzare un sistema di accoglienza potenziato per i minori. In paese furti, rapine e molestie, è allarme sicurezza: il sindaco ha chiesto la chiusura al PrefettoPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Sulla chiusura della struttura chiesta dal sindaco di Cabras Andrea Abis per ora non è arrivata nessuna risposta concreta. Oggi il caso del centro migranti di via Toscana che ospita 17 minori a Cabras è sbarcato in Regione. Questo pomeriggio a Cagliari è stato convocato un tavolo tecnico al quale hanno partecipato gli amministratori comunali di Cabras, la presidente Todde, il prefetto di Oristano Paolo Corritore e la Garante Regionale per l'infanzia e l'adolescenza Anna Cau.
Nel corso dell'incontro Abis ha ribadito che le criticità in termini di sicurezza sono tali, come peraltro dichiarato pubblicamente dalla stessa titolare del servizio di gestione, da aver determinato la richiesta di chiusura alla Prefettura di Oristano: «Il centro dovrà essere chiuso perché non garantisce la sicurezza pubblica e la serenità della comunità, e nemmeno i diritti dei minori ospitati».
Durante l’incontro è stato ricordato poi che la chiusura del centro è una competenza del Ministero e delle Prefetture, e che i minori dovranno essere trasferiti nelle strutture definitive di accoglienza, fino al compimento della maggiore età, sulla base di un progetto specifico.
Su questo fronte, la Presidente Todde ha offerto il supporto della Regione attraverso politiche sociali adeguate, sostenendo la proposta della Garante Regionale per l'infanzia e l'adolescenza: costituire un sistema potenziato di accoglienza dei minori attraverso una rete regionale di assistenza diretta. La Garante ha ribadito invece l'importanza di una rete regionale di prima accoglienza capace di superare le criticità attuali. La Prefettura, dal canto suo, ha posto l'obiettivo di breve termine di ridurre il numero dei minori presenti, per alleggerire il carico e riportare la gestione a uno sforzo sostenibile.
L’attacco M5S a Meloni
E il caso diventa anche politico, con l’attacco frontale del M5S sardo a Giorgia Meloni: «Il Governo Meloni ha abbandonato la Sardegna al suo destino anche sul fronte dell’immigrazione», dichiara il coordinatore regionale Alessandro Solinas. «Non riesce a controllare gli sbarchi e non riesce a gestire ciò che accade dopo. Le persone arrivano, vengono concentrate in strutture inadeguate e poi lo Stato lascia soli Regione, Comuni, operatori, forze dell’ordine e cittadini. La Sardegna è isolata anche su questo».
«Cabras è l’ennesima dimostrazione di un sistema che non funziona. Se una struttura destinata ad accogliere e tutelare minori arriva al punto da creare problemi di sicurezza per un’intera comunità, significa che lo Stato non sta garantendo né i cittadini né gli stessi ragazzi ospitati nel centro. Non possono essere i sindaci e i territori a pagare il prezzo dell’assenza del Governo. Su questo abbiamo già interessato anche i nostri parlamentari. Il problema deve arrivare immediatamente a Roma, perché è lì che devono essere date le risposte».
Solinas richiama poi il caso di Monastir, centro che ospita 800 persone a fronte di una capienza di 300: «Ci siamo mossi andando sul posto e verificando direttamente in che condizioni versa la struttura. Dopo quattro anni di Governo Meloni non ci sono più alibi: Piantedosi deve intervenire perché non possiamo più essere il posto in cui il Governo scarica i problemi che non riesce a risolvere».
